Tanti auguri nonni

“Giocate con loro, parlate con loro e non sprecate il tempo”

La lettera firmata da Alessia Viviani di Pumenengo che ci propone un'intensa ed emozionante riflessione.

“Giocate con loro, parlate con loro e non sprecate il tempo”
Bassa orientale, 02 Ottobre 2020 ore 10:03

Oggi, 2 ottobre, è la Festa dei nonni. Anche il Giornale di Treviglio, Romanoweek e Cremascoweek hanno deciso di celebrare questa data importante per dire grazie ai nonni e alle nonne che ci aiutano, ci sostengono e in molti casi ci hanno cresciuto senza mai farci mancare il loro amore.

Tanti auguri nonni

Sul numero in edicola oggi troverete tante fotografie e dediche per i nonni della Bassa e del Cremasco, ma anche una lettera firmata da Alessia Viviani di Pumenengo che ci propone un’intensa ed emozionante riflessione.

La mia lettera a tutti i nonni (e ai miei che non ci sono più)

 “Ce ne sarebbero di cose da dire, da raccontare, riguardo a quello che io, ma un po’ tutti noi stiamo vivendo in questo periodo assurdo. Che sia per questa pandemia in corso, o per mille altri motivi, quest’anno, se ne sono andati in tanti. Troppi di quell’età che non sai bene come definire perché “anziani” non piace a tutti. E “vecchio” a volte suona abbastanza dispregiativo. Preferiamo tutti quell’accezione più positiva dei termini “su di età”: nonni. I nonni già, perché che dir si voglia, sono quasi sempre loro i protagonisti di tutto questo grande casino che è stato il Covid-19 , ma anche di mille altre cose molto più liete e speciali.
I nonni, già. Pure i miei, di nonni. I nonni materni Mario e Rina ed anche quelli paterni Ester e Omobono. Quelli che sono rimasti e mi hanno vista diventare grande, i primi. E quelli che mi hanno vista, da piccola tenere la mano a papà, il giorno che mi ha detto “che la sua mamma era volata in cielo”.
Ho pianto quel giorno, ho pianto senza sapere bene né il perché e neppure che quelle stesse lacrime e quello stesso dolore si sarebbero ripresentati molto più consapevoli quando il primo marzo dell’anno scorso ed il sei settembre di questo 2020 ho risentito le stesse parole pronunciate da mia madre, con un salto di vita di circa ventuno dalla scomparsa di nonna Ester, la mamma di mio padre, l’unica fra i due nonni paterni che ho avuto la fortuna di conoscere.

I nonni sono da sempre stati quella mano in più alla quale tenersi attaccati, quando il mare della vita ti spinge giù e tu non sai bene, come e quanto ne saprai uscire, annaspando. Sicuramente non è mai troppo facile, soprattutto quando si cresce, capire quanto sia importante tenersi stretti a loro, comprendere le loro ragioni e soprattutto cercare di mediare il loro volerci bene con qualche piccola trasgressione che non capirebbero troppo. Perché credetemi, non esistono solo i nonni che ti danno una mano a farla franca dai genitori, esistono pure quelli che dopo che ti hanno appoggiato, sono i primi a dare più regole di mamma e papà. Il motivo? Ma avete presente i loro anni? Cosa hanno dovuto vivere loro? Cosa ha vissuto chi prima di noi ha dovuto far la fame per crescerli ed educarli come quei tempi richiedevano.
Mio nonno Mario aveva il ricordo di tanti giorni di lavoro, di una mamma che li ha lasciati troppo giovane, di una vita fatta di tanti sacrifici per vivere a pieno quello che la terra aveva saputo donargli. Mio nonno è stato l’uomo che dal nulla è riuscito – grazie anche all’appoggio di mia nonna che non si è mai risparmiata – a tenere in piedi il loro futuro che è stato tanto in salita quanto in discesa per le gioie ed i dolori che, come ogni famiglia, si sono trovati a fronteggiare.
Di mia nonna Rina ricorderò sempre la forza d’animo, il suo prendere la bicicletta e andare dovunque, il suo sguardo complice quando qualcosa o qualcuno non mi andava, il suo farmi coraggio, quando io per prima mi sentivo presa di mira da quel mondo, che da ragazzina, ma pure da adulta a volte, mi è sempre stato proprio stretto. Di nonno ricordo e continuerò a ricordare il fatto che fosse un grandissimo brontolone, che per diciotto mesi, dalla morte di nonna, ha voluto ricordarle quasi ogni sera il suo amore baciando la sua fotografia, dietro ai fiori della sua lapide. Di mio nonno, mi voglio ricordare i suoi racconti, delle bombe che ha sentito durante la seconda guerra mondiale, del suo essere fortemente attaccato ad un ideale di libertà e di giustizia, a volte fin troppo radicato.
Di loro mi voglio ricordare la frase che mio nonno ha detto per fare colpo su mia nonna il giorno che ha deciso che la vita che avrebbe voluto sarebbe stata solo e soltanto al fianco di lei: “Signürina se la ma spüsa l’anvide a spüse!” che come fai a rifiutare un invito del genere. Di loro mi voglio ricordare che mi hanno dato la grande possibilità di tastare sulla mia pelle, sia il sacrificio che la devozione al lavoro e alla famiglia. E li ringrazierò a vita, come ringrazierò in eterno anche i miei nonni paterni per avermi dato i genitori che ho, e che ad oggi mi hanno cresciuto e continuano a farlo. Perché nella vita non si smette mai di crescere cosi come non si dovrebbe mai smettere di ricordare. Ed è proprio per questo che vorrei che le mie parole arrivassero anche a chi i nonni li festeggia solo il due ottobre, dimenticandosi di quanto è importante tenerli stretti sempre.
Ecco, voi che potete, perché io non posso più, date una carezza o un abbraccio ai vostri nonni ogni tanto, ma anche ogni sempre. Ricordatevi che ne hanno più bisogno di voi, nonostante loro siano comunque più grandi. Ricordatevi, perché la memoria è importante. Giocate con loro, parlate con loro, comunicate e confrontatevi, anche se le vostre idee, non saranno proprio uguali alle loro, è produttivo ed educativo provare a trovare un filo comune al bene. Ricordatevi dei loro abbracci, delle loro parole, perché passano in fretta, passa una vita e non ci si accorge nemmeno di quel cielo che un giorno deciderà di portarsi via un po’ della magia che siete stati e che sarete grazie a loro. Non sprecate il tempo, abbiate tempo per un bacio sulla guancia alla sera o per una partita a briscola dopo pranzo. Abbiate cura di loro, così come loro ne hanno avuta per voi. Teneteli da parte i sorrisi che vi faranno. E ricordatevi che di certi ricordi ne avremmo sempre bisogno. Perché ci terranno compagnia, proprio come facevano loro. Nelle notti più difficili, saranno la mano tesa nel mare più burrascoso e l’invito a starci al fianco in eterno, come la promessa d’amore di nonno a nonna, anche quando si nasconderanno tra le nuvole.
Continuate a cercarli, che tra cuore e anima, passano per qualche stella, li troverete sempre con voi.
Buona festa dei nonni allora, ai miei nonni, tutti quanti, da qui a lassù: a Mario, Rina, Ester e Omobono perché anche tra le stelle mi arrivi il mio abbraccio più grande, per voi tutti.

Alessia Viviani

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