Funghi velenosi, 58 intossicazioni ques’anno in Lombardia. “No al fai da te”

L'appello dell'assessore regionale: "Consultate gratuitamente i micologi dell'Ats".

Funghi velenosi, 58 intossicazioni ques’anno in Lombardia. “No al fai da te”
01 Novembre 2019 ore 15:20

Funghi velenosi, già 58 intossicazioni in Lombardia dall’inizio dell’anno. E nel 2018 erano state complessivamente oltre cento. Colpa, soprattutto, della raccolta “fai da te” improvvisata. A lanciare l’allarme è l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera.

Funghi velenosi, cosa si rischia

Sembrano innocui, ma possono essere fatali. Parliamo dei funghi velenosi, abbondanti anche nei boschi della nostra regione e che spesso per eccessiva sicurezza nelle proprie competenze vengono scambiati per specie commestibili.  Possono causare una “semplice” indigestione come anche danni gravissimi, che possono anche portare alla morte. I primi sintomi possono comparire anche diversi giorni dopo il consumo. Sono causate dalle tossine contenute nei funghi classificati come velenosi, ma talvolta anche da cotture “sbagliate” di funghi commestibili.

Il servizio (gratuito) delle Ats

Nelle Ats, un pool di esperti effettua il controllo gratuito dei funghi freschi spontanei raccolti da privati cittadini e destinati al consumo in proprio, rilasciando al termine della visita un certificato ufficiale ove sono indicati i nomi scientifici delle specie identificate, se ne attesta la commestibilita’ e vengono fornite le indicazioni per il consumo in sicurezza”.

“Il controllo tempestivo e accurato dei funghi raccolti può salvare la vita ed evitare danni al fegato, ai reni e al sistema nervoso centrale. Gli ispettorati micologici delle Ats rilasciano certificazioni di commestibilità gratuitamente” consiglia l’assessore. “L’unico modo per stabilire la commestibilità di un fungo – fa sapere Gallera – è quello di determinarne la specie, e solo un esperto micologo è in grado di riconoscerla con assoluta certezza, basandosi sulle proprie conoscenze scientifiche e morfo-botaniche”.

Importante il fattore tempo

“I funghi – osserva inoltre Gallera – devono essere portati all’Ispettorato micologico nel più breve tempo possibile dalla raccolta e devono essere interi, sommariamente puliti dal terriccio e posti in contenitori rigidi e forati. E’ importante che venga sottoposto alla visita l’intero quantitativo raccolto”. I funghi giudicati non commestibili o addirittura velenosi saranno immediatamente confiscati per la distruzione.

L’analisi per mercati e ristorazione

Gli Ispettorati micologici si occupano anche di controllo e certificazione dei funghi spontanei freschi destinati alla vendita presso mercati ortofrutticoli, esercizi di vendita e di ristorazione, di interventi di vigilanza ispettiva sulla coltivazione, importazione, produzione, lavorazione, confezionamento, commercializzazione, vendita e somministrazione dei funghi freschi, secchi e conservati e svolgono interventi formativi e informativi diretti alla popolazione e agli operatori del settore ortofrutticolo e della ristorazione e svolgono interventi in occasione di eventuali intossicazioni derivanti dal consumo di funghi posti in vendita presso privati o pubblici esercizi.

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