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Foto nudi a Facebook per garantire la propria privacy

Potrebbe essere questa la soluzione al problema del revenge porn, diffuso soprattutto tra i giovani.

Foto nudi a Facebook per garantire la propria privacy
Treviglio città, 27 Novembre 2017 ore 14:04

Mandereste mai le vostre foto nudi a Facebook? Eppure, secondo il patron dell’azienda Mark Zuckerberg, è il modo migliore per proteggere la propria privacy. Ecco come funziona

Cos’è il revenge porn

Il fenomeno del revenge porn (letteralmente: porno per vendetta) è una piaga sempre più diffusa. Colpisce giovani e meno giovani. Sono sempre di più coloro che, finita una relazione, per vendetta nei confronti dell’ex fidanzata, decidono di postare sui social network le foto intime di lei. Sono foto di nudo o, addirittura, foto scattate mentre si fa sesso. Foto e video concessi in un momento in cui tra i partner c’è un rapporto di estrema fiducia. Ma che spesso, finita la relazione, finiscono su Facebook e youtube.

Foto nudi a Facebook la soluzione

Sembra un paradosso ma la soluzione a questo problema potrebbe essere quella proposta da Mark Zuckerberg. Il progetto del titolare di Facebook sta partendo ora dall’Australia, paese nel quale il fenomeno è piuttosto diffuso. Se ci si lascia con il partner e si teme che questo possa diffondere le foto “hot” sui social non bisogna far altro che inviare proprio quelle fotografie a Facebook. Sacrificare ogni pudore, insomma, per garantirsi la privacy.

Come funziona

Il protocollo, ancora in fase di test, funziona così. Quando Facebook riceve le foto (in un canale apposito) le marchia con un codice che ne rende impossibile la condivisione sui social network. In questo modo si spera di limitare i danni del revenge porn che in alcuni casi ha avuto conseguenze davvero tragiche. Emblematico il caso di Tiziana Cantone, ma come lei ogni anno centinaia di donne subiscono lo stesso trattamento. Si stima che i casi nel mondo siano più di 50mila al mese. Un numero impressionante. Per ora il test e solo su Facebook, ma potrebbe essere esteso anche su altre piattaforme, come Whatsapp