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Politica e ambiente

Forno crematorio: interrogazione in Commissione europea

Firmatari dell'interrogazione i Verdi europei contattati da Claudio Bordogna

Forno crematorio: interrogazione in Commissione europea
Cronaca Cremasco, 25 Gennaio 2021 ore 17:58

L’interminabile diatriba sul forno crematorio che potrebbe sorgere a Spino d’Adda arriva alla Commissione europea grazie a un’interrogazione dei Verdi europei.

Da Spino alla Commissione europea

Il testo portato in Commissione europea è nato dall’impegno dell’ambientalista spinese Claudio Bordogna, già membro del comitato “No al forno crematorio a Spino d’Adda”.

“Sono riuscito a fare presentare un’interrogazione alla Commissione Europea – ha commentato – Ho contattato Eleonora Evi, dei Verdi, che con alcuni colleghi ha studiato le criticità del non avere un piano regionale dei crematori”.

Forno crematorio: l’interrogazione

L’interrogazione scaturita dalla richiesta di Bordogna è stata poi firmata da Rosa D’Amato, Eleonora Evi, Ignazio Corrao e Piernicola Pedicini e tratta dell’impatto ambientale dei forni crematori, primi di regolamenti uniformi a livello nazionale.

“In Italia non esiste una normativa uniforme che regoli l’installazione degli impianti di cremazione e le loro emissioni, paragonabili a quelle prodotte dall’incenerimento di rifiuti – si legge nel testo dell’interrogazione – Ogni Regione stabilisce limiti specifici in relazione alla localizzazione dell’impianto e alla tecnologia adottata. In base al DPR 285/1990, i forni crematori vengono costruiti entro i recinti dei cimiteri e il progetto di costruzione è corredato da una relazione sulle caratteristiche ambientali del sito e tecnico-sanitarie dell’impianto e sui sistemi di tutela dell’aria. La Legge 130/2001 prevede l’emanazione di un provvedimento interministeriale per definire le norme tecniche per la realizzazione degli impianti di cremazione rispetto ai limiti di emissione, agli ambienti tecnologici e ai materiali per la costruzione delle bare per la cremazione. Tale provvedimento non è mai stato emanato. In assenza di regole e limiti chiari si è sviluppata, in particolare nelle Marche e attraverso la finanza di progetto, una corsa all’installazione di crematori nei piccoli comuni attraverso l’occupazione di territori privi di pianificazione. Rischio analogo sussisterebbe in Lombardia, a seguito di iniziative regionali per lo sviluppo della rete degli impianti di cremazione. Alla luce di queste osservazioni, può la Commissione chiarire se intende armonizzare le normative in ambito cimiteriale e ambientale per i forni crematori?”.

QUI tutta la cronistoria sul forno crematorio di Spino d’Adda, che sta facendo discutere il Cremasco da ormai diverse settimane.

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