Fipronil, “La soluzione è la filiera corta”

Intervista al direttore di Cascina Italia sull'ultimo scandalo alimentare

Fipronil, “La soluzione è la filiera corta”
Cronaca 25 Agosto 2017 ore 10:28

La nuova minaccia per la salute dei consumatori ha un nome ben preciso. Parliamo del Fipronil, l’insetticida la cui presenza è stata rilevata sulle uova, anche in Italia. Ma che cos’è il Fipronil? Quali sono i rischi per la salute? Come possiamo tutelarci?

Che cos’è il Fipronil?

Il fluocianobenpirazolo, questo il nome scientifico della sostanza, è un insetticida che da anni viene utilizzato in veterinaria, in particolare per contrastare la presenza della pulce rossa ma è efficace anche per contrastare termiti, blatte e pidocchi. È un insetticida classificato come moderatamente tossico per l’uomo, per cui è vietato l’uso su animali che possono finire sulla tavola o dai quali derivano prodotti alimentari come le uova.

Quali rischi per la salute?

Se una persona viene esposta al Fipronil in forti dosi si possono osservare ipereccitabilità, irritabilità, tremori e, a uno stadio più grave, letargia e convulsioni. I sintomi sono reversibili, una volta terminata l’esposizione. Non è noto un antidoto specifico. Va sottolineato che il Fipronil si trova nelle case di molti amanti di cani e gatti: viene infatti utilizzato legalmente per combattere le pulci e le zecche degli animali domestici.
In ogni caso per riscontrare gli effetti collaterali si parla di alte dosi: non dovrebbe essere il caso dell’attuale scandalo alimentare, ma di certo sarebbe meglio evitare.

Le uova che mangiamo sono contaminate?

Inizialmente sembrava che lo scandalo non dovesse riguardarci affatto e che le uova contaminate non fossero arrivate sulle nostre tavole. Ma negli ultimi giorni tracce dell’insetticida sono state rilevate anche in uova prodotte negli allevamenti nostrani. Ad Ancona il sequestro ha riguardato seimila uova e un allevamento con 12mila galline; a Vetralla, in provincia di Viterbo, 53mila uova destinate a alimentazione umana e 32mila uova destinate all’alimentazione animale.
Come fare per essere sicuri di quello che mettiamo nel piatto?
La soluzione più semplice, come spesso accade in campo di sicurezza alimentare, è la filiera corta.

«Cascina Italia», tre milioni di uova al giorno prodotte nella Bassa

«Cascina Italia», società del gruppo Moretti con sede proprio nella Bassa, a Spirano, con i suoi tre milioni di uova al giorno è sicuramente un’azienda leader nel settore. Nata nel 1994 come attività collaterale del gruppo per incentivare la vendita dei mangimifici, nei suoi oltre 20 anni di vita è diventato il ramo più importante dell’azienda. Rifornisce la grande distribuzione e alcuni trasformatori importanti come Ferrero e Barilla.
Ma da dove arrivano le loro uova? C’è rischio di contaminazione? Quali sono i controlli effettuati?
«Le nostre uova – spiega il direttore di stabilimento Ruggero Moretti – vengono tutte da allevamenti controllati in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Questi allevamenti sono legati a noi tramite contratti detti “di soccida”: noi forniamo loro i mangimi e compriamo le uova. Anche i veterinari che seguono gli allevamenti sono nostri. In questo modo abbiamo il pieno controllo di tutta la filiera. Non ci limitiamo a commercializzare uova prodotte da altri, magari provenienti dall’estero. Siamo un’azienda a conduzione familiare profondamente legata al territorio, ma di stampo industriale. Abbiamo rigidi disciplinari di autocontrollo con analisi semestrali. Quando è scoppiato lo scandalo abbiamo ovviamente fatto delle analisi in più per tranquillizzare i nostri consumatori e i nostri soci. L’attenzione alla qualità del prodotto ha fatto sì che non fossimo toccati da nessuno degli “scandali” degli ultimi anni: diossina, salmonella e altro non sono mai stati un problema per noi». In questi giorni dovrebbero arrivare anche i risultati delle analisi in atto da parte dell’Asl.
Il Fipronil non è certamente letale, e forse dovremmo preoccuparci di più di non metterci le mani in bocca dopo aver accarezzato cani e gatti che non delle uova contaminate. Certo è che per stare tranquilli affidarsi alla filiera corta può essere una scelta valida. Su ogni confezione di uova è riportato il luogo di provenienza. Qualsiasi sia la marca delle uova che troviamo al supermercato basta girare la confezione per sapere se il prodotto che portiamo a casa è “Made in Spirano”.

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