Treviglio

Favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, arrestato anche un poliziotto

In manette anche E.P., albanese e R.D.S., rispettivamente titolare e collaboratrice dell'agenzia di disbrigo pratiche amministrative "Tutti i colori del mondo".

Favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, arrestato anche un poliziotto
Cronaca Treviglio città, 22 Marzo 2021 ore 11:02

C'è anche un Sovrintendente capo della Polizia di Stato tra gli arrestati dell'operazione "Rainbow" portata a termine nella notte del 20 marzo dagli agenti della Squadra Mobile di Bergamo. Si tratta di un 57enne in servizio alla Polizia di frontiera aerea di Orio al Serio. In manette anche due donne, E.P., albanese, classe 1984 e R.D.S., classe 1993 e residente in provincia di Cremona, rispettivamente titolare e collaboratrice dell'agenzia di disbrigo pratiche amministrative "Tutti i colori del mondo" di Treviglio che ora si trova sotto sequestro.

Favoreggiamento dell'immigrazione clandestina

Pesanti le accuse: corruzione aggravata e continuata, falsità ideologica commessa da Pubblico ufficiale, favoreggiamento aggravato dell'immigrazione clandestina, falsa attestazione a Pubblico Ufficiale su identità o qualità personali, rivelazione di segreti d’ufficio e uso di atto falso. Nei guai, oltre agli arrestati, sono finiti anche un Vice Ispettore e un Assistente Capo Coordinatore della Polizia di Stato, in servizio, rispettivamente, all’U.P.G.S.P. e all’Ufficio Immigrazione della Questura, oltre a quattro altri cittadini albanesi, tutti denunciati.

Così i cittadini albanesi entravano in Italia

Appostamenti, intercettazioni telefoniche e riprese video hanno permesso di raccogliere materiale e di appurare come l'agenzia, che ha sede in via Gerola 2 a Treviglio, riuscisse a garantire l'ingresso illecito e la permanenza in Italia di cittadini albanesi privi dei requisiti di legge grazie alla collaborazione, ben remunerata (come si vede nei filmati raccolti durante le indagini), di un poliziotto in servizio presso l’Ufficio di Polizia di Frontiera aerea di Orio al Serio che ricopriva il ruolo di coordinatore dei turni del personale con mansioni di addetto ai controlli documentali sui passeggeri dei voli aerei.

Dall'indagine, coordinata dal sostituto procuratore Silvia Marchina, è emerso come il 57enne Sovrintendente Capo della Polizia si occupasse di apporre sui passaporti dei "clienti" segnalati dall'agenzia il timbro della Polizia di Frontiera Aerea di Orio al Serio, così da certificare loro il diritto a circolare liberamente nell’area Schengen, per motivi di turismo, senza visto, per un massimo di 90 giorni ogni semestre, entrando e uscendo dal Paese senza limitazioni.

Il timbro dava modo, nel frattempo, ai cittadini albanesi entrati irregolarmente di presentare la richiesta di permesso di soggiorno. Il primo di questi timbri ha reso chiaro il coinvolgimento del Vice Ispettore che, all’epoca dei fatti, svolgeva le funzioni di capo turno a Orio al Serio. Inoltre un Assistente Capo Coordinatore, in servizio all’Ufficio Immigrazione, aveva informato la titolare dell’agenzia di alcune notizie riservate. L’uomo è stato poi ripreso dalle telecamere proprio nell’ufficio di pratiche trevigliese mentre era a colloquio con la titolare proponendosi di effettuare delle verifiche sui sistemi informatici della Questura.

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