Fair Play in campo a lezione dai "pulcini"

Una lezione di civiltà che potrebbe servire anche a tanti adulti.

Fair Play in campo a lezione dai "pulcini"
Romanese, 23 Aprile 2018 ore 15:38

Fair play e calcio sono due termini che raramente si trovano accostati. Ma a Urgnano, per una volta, lo sono stati. Protagonisti, i pulcini della squadra dell’oratorio.

L'incontro con l'Acov Verdello e il bimbo falloso

Settimana scorsa il team ha incontrato l’"Acov Verdello". Durante la partita però un ragazzino verdellese ha cominciato ad importunare gli altri atleti. Ma non solo. Il bambino avrebbe continuato a provocare falli volontariamente. Difficile scomodare l’aggettivo «anti-sportivo», per piccoli calciatori di quell’età. Soprattutto, se il pensiero va ai colleghi adulti (e spesso ai genitori sugli spalti). Non sempre esattamente esempi di sportività. Alle intemperanze del calciatore si sono sprecati i richiami da parte dell’allenatore verdellese, che più volte ha rimproverato il piccolo chiedendogli di cambiare atteggiamento. E con lui anche i compagni. I bambini urgnanesi hanno giocato come se nulla fosse, fino a quando è arrivato l’ultimo tempo della partita: il quarto tempo.

Gli urgnanesi abbandonano il campo

Si tratta, in realtà, di un tempo supplementare, inserito solo per dare modo ai bambini di giocare un po’ di più, senza dover guardare il risultato. Solo per divertirsi tra amici, compagni e avversari.
In quel momento della partita, all’ennesima azione fallosa da parte dell’avversario la squadra urgnanese «blu», allenata da Alessandro Bertola si è fermata e se ne andata negli spogliatoi. Una protesta simbolica gestita con grande intelligenza da tutti i protagonisti. Che ha trasformato quello che poteva diventare un motivo di scontro, in un’occasione di incontro e di insegnamento. Tutti nello spogliatoio, dunque: la partita è finita prima del termine, per il ritiro degli urgnanesi.

Si fa pace, vince il fair play

Un gesto deflagrante. Alcuni giorni dopo la partita, infatti, mercoledì, è scoppiata la pace. Meglio ancora: il ragazzino «falloso» accompagnato dalla propria madre si è presentato sul campo di Urgnano, durante un allenamento.
E diventando lui stesso un vero insegnante di fair play, da far impallidire un giocatore di serie A, ha voluto chiedere scusa per quanto era successo. Ha poi offerto a tutti delle caramelle, in segno di amicizia.

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