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Faida tra sinti, raffica di perquisizioni dei carabinieri anche nella Bassa FOTO

L'operazione è scattata all'alba di oggi tra Bergamo e Milano.

Faida tra sinti, raffica di perquisizioni dei carabinieri anche nella Bassa FOTO
Cronaca Treviglio città, 01 Agosto 2018 ore 09:20

Faida tra sinti, raffica di perquisizioni dei carabinieri anche nella Bassa. L’operazione è scattata all’alba di oggi in seguito a diversi episodi criminali che si sono verificati anche nella Bassa.

Scattano le perquisizioni

Stamattina all’alba, decine di militari della Compagnia carabinieri di Treviglio, su delega della Procura della Repubblica di Bergamo, hanno eseguito diversi decreti di perquisizione personale, locale, veicolare e domiciliare nei confronti di alcune famiglie sinti domiciliate tra la provincia di Bergamo e Milano. I carabinieri guidati sul posto dal capitano Davide Papasodaro, con l’ausilio di alcune unità cinofile di Orio al Serio  la collaborazione dei militari della Compagnia di Vimercate, hanno dato esecuzione a un decreto multiplo di perquisizione a firma del pm Carmen Santoro.

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Faida tra sinti

Dal mese di dicembre 2017, si sono infatti verificati – in successione – numerosi episodi violenti che hanno coinvolto alcune famiglie sinti che vivono nei comuni di Boltiere, Bottanuco, Brembate e Pozzo d’Adda. Complessivamente sono sette le persone indagate a vario titolo. Si tratta di sinti con un età compresa tra i 19 ed i 48 anni, molti dei quali collegati tra loro da vincoli di parentela.

Rapine, minacce e lesioni

I reati contestati dalla Magistratura Bergamasca sono rapina aggravata in abitazione, minacce aggravate dall’uso di armi improprie, lesioni personali aggravate, porto illegale di armi improprie e strumenti atti all’offesa ed altro ancora. Si tratta di episodi cruenti per “rappresaglie famigliari” rilevate dai carabinieri dopo chiamate al “112” o durante l’ordinaria attività di controllo del territorio.

Stop ai reati

Le perquisizioni sono mirate a rinvenire e sequestrare armi e strumenti atti all’offesa utilizzati per la “faida” da mesi in atto all’interno di tali nuclei familiari e comunque per ottenere ulteriori riscontri investigativi alle indagini dei carabinieri della Compagnia di Treviglio coordinate dalla Procura della Repubblica di Bergamo. Lo scopo è anche quello di frenare l’escalation di reati susseguitisi in modo violento nelle settimane scorse.

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