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Ex cava Vailata, il Comune valuta se acquistarla

Alta tensione in Aula tra i consiglieri Stefano Sonzogni (Italia Viva W Treviglio) e Franco Giussani (Lega).

Ex cava Vailata, il Comune valuta se acquistarla
Treviglio città, 20 Dicembre 2019 ore 16:41

Il Comune valuta l’opportunità o meno di rilevare «Team», in liquidazione, e in Aula sale la tensione tra Stefano Sonzogni, di “Italia Viva W l’Italia!”, e Francesco Giussani, capogruppo della Lega.

Ex Cava Vailata

In discussione c’era la razionalizzazione delle quote comunali nelle partecipate pubbliche. Il gruppo consigliare di “Io Treviglio”, nella figura del proprio capogruppo, Giancarlo Fumagalli, aveva appena illustrato una mozione di investitura del sindaco (poi passata anche con il voto di Emanuele Calvi, M5S) allo scopo di “verificare con un rapporto non oneroso né precontrattuale se esista la possibilità di acquisto delle azioni Team”. Con il fine di fare “una ricognizione puntuale, attivare una due diligence preventiva” dello stato della società, per valutare poi “la possibilità di acquisirla direttamente o indirettamente”.

Sonzogni: “Perché esporci”

“La discarica nell’ex Cava Vailata è superata – ha detto Sonzogni, all’opposizione – Lo dicono sia il socio privato sia la decisione tombale del Consiglio di Stato: perché dobbiamo esporci ulteriormente?”. “Ho molte perplessità economiche – ha tuonato Sonzogni – Chi paga la due diligence, dal momento che non è tra le competenze del sindaco farla? Inoltre, è stabilito che quest’area è inquinata, non è colpa di Team, ma se il proprietario diventasse Treviglio ci potrebbe essere un rischio economico di coinvolgimento. Perché non pensare piuttosto a un esproprio del terreno?”.

“Questa ostinazione mi lascia perplesso”

“Ci sono problemi giuridici – ha ribadito Sonzogni – Lo dicono gli articoli del Testo unico sulle partecipate e lo stesso Testo unico sugli enti locali all’articolo sulle competenze del Consiglio comunale: non siamo nei casi previsti, e trovo molto discutibile che si metta qui nero su bianco qualcosa che poi non si potrà fare, nell’esercizio amministrativo”. “L’ostinazione con cui si segue la linea mi lascia perplesso – ha poi sottolineato Sonzogni, articolando questioni tecniche e valutazioni politiche, allo scopo di minare alla base la mozione presentata dalla maggioranza – Per perseguire forse interessi che non sono del Comune ma che sono solo di determinati privati? Seguendo le indicazioni di persone che in passato hanno ricoperto il ruolo di amministratori di Team, per la parte pubblica, ma che nel corso del processo – e io non me lo auguro, di certo – potrebbero essere coinvolti nel fallimento? I fallimenti sono vicende delicate, bisogna pensarci cento volte”. “Non si pone un problema di conflitto di interessi, inoltre, per questi due ordini di motivi? – ha concluso Sonzogni – Chiedo, infine, al segretario se esistano o meno ragioni di incompatibilità di alcuni consiglieri, che per motivi personali o familiari non dovrebbero prendere parte al voto”.

Giussani: “Me ne sbatto”

“Forse Sonzogni non ricorda – ha risposto con veemenza Giussani, capogruppo della Lega – A proposito di non far votare i parenti di persone interessate all’area, sta parlando di me, ma io ‘me ne sbatto’ e sto qui e voto, gliel’ho detto anni fa e glielo dico oggi! Io sto qui e voto! Quelle criticità che Sonzogni evidenzia servono solo a mettere i bastoni tra le ruote, come fa da tempo”. “La vicenda va avanti da sedici anni – ha continuato Giussani – Finché rimane un buco aperto tutto può ancora succedere. Noi vogliamo mettere la parola definitiva – ha ribadito Giussani – Vogliamo un parco urbano di 80mila metri quadrati e stando alle valutazioni fatte da tecnici questo è possibile a prezzi contenuti”.

Il sindaco: “Non stiamo votando se acquistare”

“Si parla di 850mila euro – ha detto il sindaco Juri Imeri, intervenendo – Per rilevare la quote Team e salvarla dal fallimento. Qui non stiamo votando se acquistare o meno e se il prezzo sia o meno congruo – ha poi aggiunto Imeri rispondendo a Sonzogni – Questa mozione serve a chiarire le idee e il progetto che abbiamo in mente, da manifestare poi in assemblea soci attraverso una semplice disponibilità a valutare l’opzione”.

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