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Essere sindaci al tempo del Coronavirus… tra spot, responsabilità e gratitudine VIDEO

Treviglio, Bergamo, Milano, i primi cittadini si sfogano sul web e lanciano l'appello alle loro città: "Non vi fermate".

Cronaca Treviglio città, 27 Febbraio 2020 ore 17:46

Essere sindaci al tempo del Coronavirus non dev’essere semplice. La responsabilità, il telefono che scotta perché tutti – addetti ai lavori e non – vogliono sapere. E sapere subito. Non è facile mantenere il riserbo e non perdere la calma, confermare limitazioni e annullare manifestazione senza generare il panico. Al termine di giornate estenuanti anche i nostri sindaci si sono fermati a pensare, a ringraziare e a dirsi (da buoni lombardi): questo virus non ci può fermare.

Gori lancia l’appello: “Bergamo non ti fermare!”

“Bergamo non ti fermare!”: inizia così l’appello che il sindaco di Bergamo Giorgio Gori ha lanciato ieri sera ai propri concittadini dalla sua pagina Facebook. Un invito a seguire le indicazioni del Ministero della Salute e di Regione Lombardia, ma allo stesso tempo a non farsi prendere da allarmismo e reagire al momento delicato che sta vivendo il Nord Italia.

“Questi giorni ci hanno messo a dura prova. – prosegue Gori – Le notizie sulla diffusione del virus e le prescrizioni che a partire da domenica hanno limitato tanti aspetti della nostra vita hanno generato un clima di preoccupazione che è andato molto aldilà del necessario. E’ come se il nostro spirito attivo e positivo fosse improvvisamente spento e intimidito. La città sembra sospesa. Io credo sia giusto seguire le indicazioni, ma al tempo stesso dobbiamo andare avanti con intelligenza e buon senso, senza allarmismi. Sono convinto che un virus non fermerà Bergamo, né oggi né in futuro, e noi che amiamo questa città dobbiamo ridarle presto coraggio e vivacità.”

“Con questo spirito stasera (ieri, ndr) ho proposto a mia moglie Cristina di venire a cena da Mimmo (un classico per noi bergamaschi): per passare una bella sera insieme e dare un piccolo segnale: per dire a noi stessi, e per dire a tutti, FORZA BERGAMO!”

Il sindaco ha anche indicato la cultura come la via da seguire per reagire al coronavirus attraverso il suo account twitter, chiedendo al Governo la riapertura dei musei non appena la situazione lo permetterà: “Come reagire al coronavirus? D’accordo con Beppe Sala: il primo segnale di reazione, positività e fiducia può venire dalla cultura. Senza abbandonare la prudenza. Riaprire i musei sarebbe un segnale importantissimo. Tanti sindaci la pensano così, spero anche il ministro Dario Franceschini”.

Imeri ringrazia, ma che amarezza non poter festeggiare il Miracolo

Anche il primo cittadino di Treviglio Juri Imeri, dopo ore convulse, si è lasciato andare a uno sfogo, affidato anche nel suo caso al suo profilo Facebook.

“Non sono state e non sono ore tranquille, ma grazie a Regione Lombardia, Ats e Asst stiamo gestendo l’emergenza Nuovo CoronaVirus con comunicazioni e decisioni condivise – ha scritto -Ringrazio il presidente Fontana, l’Assessore Gallera e tutti coloro che in Regione stanno lavorando da ore senza sosta e ringrazio Ats e le tre Asst bergamasche per il grande sforzo che stanno mettendo in campo, mantenendo un dialogo costante con i sindaci e il territorio. Ringrazio i medici, gli infermieri, i soccorritori e tutto il personale sanitario, in prima linea – come sempre – anche in questa occasione con grande senso del dovere, di altruismo e di responsabilità. E con loro i volontari del soccorso, nati pronti. Ringrazio anche i dirigenti del comune, la giunta e il consigliere Ghiggini per aver condiviso con me le scelte più adeguate per il nostro comune e tutti i dipendenti che con grande professionalità, serietà e serenità stanno garantendo il completo funzionamento della macchina amministrativa. Ringrazio anche l’amministratore di Ygea e tutto il personale, diretto e indiretto, perché non sono certo ore semplici, ma hanno saputo garantire praticamente tutti i servizi. Ringrazio per la grande disponibilità e collaborazione l’Associazione Commercianti Trevigliesi, il parroco, i dirigenti scolastici, le associazioni, le forze dell’ordine e e tutti coloro che ho coinvolto a vario titolo in queste ore”.

Ma Imeri non dimentica i trevigliesi che nelle prossime ore si troveranno a “festeggiare” una Madonna delle Lacrime molto diversa da quello che si aspettavamo solo qualche settimana fa. Niente premiazioni del San Martino d’oro, niente messa solenne (è saltata anche la Novena), niente bancarelle e Luna Park. Ma resta la comunità.

“E ringrazio anche i cittadini, che pur con qualche disagio son sicuro sapranno dimostrare anche in questo caso il massimo buonsenso e il rispetto delle indicazioni fornite – prosegue – Siamo in una fase di precauzione e prevenzione ed è importante essere tutti compatti per affrontare al meglio la situazione senza allarmismi, ma con grande consapevolezza, con la massima condivisione e con il rispetto delle ordinanze e dei consigli per la prevenzione. Certo, fa un certo effetto e suscita grande amarezza pensare di non poter festeggiare in tanti tutti assieme la nostra Madonna delle Lacrime in tanti con la preghiera e la festa, ma le chiese sono aperte e una preghiera a Maria possiamo comunque dedicarla da qualsiasi luogo e in qualsiasi momento. E oggi condivideremo la possibilità di far comunque “vivere” l’emozione della Velazione e della Messa del Miracolo a tutti i trevigliesi”.

Sala punta allo spot: Milano non ferma

Il Coronavirus non fermerà l’Italia. Ne è convinto il sindaco del capoluogo lombardo che ha pubblicato un video sul suo profilo Facebook lanciando l’hashtag #milanononsiferma.
(GUARDA IL VIDEO IN EVIDENZA)

“Milano, milioni di abitanti. Facciamo miracoli ogni giorno. Abbiamo ritmi impensabili ogni giorno. Portiamo a casa risultati importanti ogni giorno perché ogni giorno non abbiamo paura. Milano non si ferma”.

E’ il testo che si legge nello spot, di pochi secondi, che Sala ha voluto condividere per gridare al mondo non solo che Milano non si ferma, ma che tutta l’Italia non si ferma. Scorrono i nomi di tante città italiane che non sono disposte a farsi fermare dal Coronavirus e tra queste anche Codogno, focolaio dell’epidemia. Un messaggio di forza e di speranza per tutti.

#Bergamononsiferma

Anche Bergamo, come Milano, ha realizzato un video per dire “che continueremo a bere il caffè al bar; andare fuori a cena; camminare per le vie e le strade; fare acquisti nei negozi sotto casa. Insomma ViviAmo la nostra città”. E per colonna sonora non c’era di meglio che “Bergamo” la canzone dei Pinguini Tattici Nucleari. #Bergamononsiferma. L’idea è stata prodotta dal Distretto urbano del commercio e rilanciato dalle associazioni dei commercianti.

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