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Elio commosso ricorda il cremasco Feiez sul palco dell’addio

Elio commosso ricorda il cremasco Feiez sul palco dell’addio
Cronaca Treviglio città, 20 Dicembre 2017 ore 12:56

Elio celebra il cremasco Feiez e si commuove, nel concerto dell’addio, per l’amico  scomparso 19 anni fa.

Standing ovation per Paolo Panigada

E’ stata questione di un attimo. Ma quando ieri sera, d’un tratto, i 10mila fan degli “Elii” che affollavano il Forum di Assago si sono alzati insieme, gridando “Forza Panino”, le braccia al cielo, anche  l’imperturbabile Elio ha ceduto   alla commozione. L’ultima dedica dal palco del lider maximo del demential rock italiano era per un amico e collega che non c’è più: Paolo Panigada, “Panino”. Il polistrumentista di Crema, membro della storica band dal 1988 al 1998, che morì a 36 anni per un malore improvviso durante un concerto. Ma che da allora è rimasto nel cuore della band e dei fan.

Il concerto d’addio: RIP Elio e le storie tese

Ieri sera il concerto, di fronte a circa 10mila persone radunate ad Assago per il concerto d’addio degli Elio e le Storie tese, prossimi allo scioglimento. L’annuncio della band di Stefano Belisari, fondata nel 1980, è stato in realtà rettificato a poche ore dal concerto rivelando che qualche altra data gli EELST la faranno, e che suoneranno anche alla prossima edizione del Festival di Sanremo. Ma il clima era ugualmente quello di un addio prossimo e venturo. In stile Elii, ovviamente: con una scaletta densa di grandi classici della band, da Tapparella a Servi della gleba.

“Forza panino”

Al termine del  brano “Tvumdb” , è scattato il coro e la dedica a Feiez,  “il nostro sassofonista”. In 10mila, ad Assago, hanno cominciato a gridare “Forza Panino”, il soprannome con cui Panigada era noto a Crema da ragazzino. E che Elio mutuò subito.  Elio ha trattenuto a stento una lacrima e poi ha detto: “Secondo me ha sentito”.

Feiez Paolo Panigada
Feiez, al secolo Paolo Panigada

Feiez-Elio, una collaborazione stretta

Paolo Panigada, detto Feiez, ma anche con una dozzina di altri soprannomi diversi,  era principalmente un sassofonista ma ha lavorato anche come polistrumentista e tecnico del suono. Si è unito agli Elii poco dopo la nascita della band, diventandone un membro ufficiale. La nascita di “Panino”, altro soprannome con cui era noto e con cui è commemorato dai fan a ogni concerto e citato in diverse canzoni, la racconta lo stesso Faso, bassista della band, nella biografia della band “Vite bruciacchiate”.

“Una sera, io Elio e Feiez stavamo passeggiando per le vie di Crema, quando un ragazzo saluta Feiez in una maniera inaspettata: “Ciao Panino!”, ed Elio: “Come ti ha chiamato?”, e Feiez: “No, niente… È un nomignolo di quando ero piccolo, sai, Panigada… Panino.” E noi: “Ah. Ok. Che facciamo adesso, Panino?” “No, dai, Panino no!”

La tragedia: morto sul palco a 36 anni

Stavano suonando insieme, quel 22 dicembre 1998, a Milano. Non con gli Elii ma con la Biba Band, altro gruppo cui hanno aderito negli anni diversi Elii. Il malore l’ha colto sul palco, durante un brano di Duke Ellington. Un aneurisma che non gli ha lasciato scampo. Inutile la corsa al Fatebenefratelli:  morì poche ore più tardi. Ma il ricordo è rimasto vivo in ogni live e, più o meno evidente, in ogni album della band. A lui, nel 2013, gli Elii avevano del resto già dedicato due importati premi ricevuti al Festival di Sanremo: il Premio della Critica del Festival della canzone italiana “Mia Martini” e il Premio per il miglior arrangiamento.

I dettagli in edicola su Cremascoweek del 22 dicembre.

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