Cronaca
Il caso a Calcinate

"(Dis)educazione sessuale alla Traccia", la replica della scuola non basta al comitato: "Prenda le distanze"

La petizione che sostiene l'esposto presentato all'Ufficio scolastico territoriale ha già raggiunto le mille firme in due giorni.

"(Dis)educazione sessuale alla Traccia", la replica della scuola non basta al comitato: "Prenda le distanze"
Cronaca Bergamo e hinterland, 09 Marzo 2021 ore 17:48

Un disagio psicologico, una percezione di inadeguatezza di sé: potrebbe essere questo - secondo le schede utilizzate all'interno della scuola "La Traccia" di Calcinate - a spingere i giovani, maschi e femmine, verso l'omosessualità. Se non fosse scritto nero su bianco, in un approfondimento sulla "sessualità immatura" ci sarebbe da non crederci. Invece, accade  davvero, nella scuola paritaria della Calciana, che è stata oggetto nei giorni scorsi di un esposto all'Ufficio Scolastico Provinciale e all'Ufficio Scolastico Regionale Lombardia.  La scuola ha precisato che i materiali, tratti da un libro edito con il logo della stessa scuola, non sono più utilizzati, ma diverse decine di genitori, insegnanti, politici, associazioni e cittadini hanno comunque firmato un documento in cui ne chiedono la rimozione. E una presa di distanza ufficiale, da parte della scuola, rispetto ai contenuti delle schede "omofobe".

(Dis)educazione sessuale alla Traccia

La situazione denunciata dal comitato, in realtà, non è recente ma  prosegue da ormai una quindicina d'anni, come riportano gli stessi firmatari dell'esposto. La  scuola avrebbe insegnato  (tra l'altro) che l'omosessualità è un dis-orientamento sessuale, un vizio, una malformazione psicologica che può essere curata attraverso opportune terapie psicologiche. Ora, il documento chiede un intervento all'Ufficio Scolastico Provinciale affinché attivi gli opportuni controlli sull'offerta educativa relativa all'educazione sessuale, che "dal nostro punto di vista vìola la dignità degli adolescenti LGBTI e i princìpi costituzionali che anche le scuole paritarie sono tenute a rispettare in quanto facenti parte del Sistema Nazionale di Istruzione".

Petizione, mille firme in due giorni

Tra le firme raccolte su change.org e quelle pervenute per e-mail, sono state raggiunte oltre 1000 firme in soli due giorni da parte di cittadine e cittadini indignati. Hanno aderito anche numerose associazioni e diversi esponenti delle istituzioni.

"L'Istituto Comprensivo “La Traccia” di Calcinate da più di dieci anni propone a centinaia di adolescenti un corso di educazione sessuale e all'affettività che rafforza gli stereotipi di genere e il binarismo dei ruoli di genere - si legge nel testo della petizione -  Inoltre, nel corso si demonizzano la pornografia, l’autoerotismo e le fantasie sessuali; si mettono sullo stesso piano omosessualità, bisessualità e pedofilia; si afferma che l’omosessualità sarebbe un “disturbo psicologico”, un "vizio" simile all’alcolismo, derivante dal sentirsi dei “maschi falliti” o delle “femmine mancate”; si sostiene che possa essere curata con le terapie riparative ricorrendo ad uno psicologo; si asserisce che i genitori omosessuali hanno una maggiore propensione a compiere atti di pedofilia sui propri figli".

Il libro incriminato

"L’insegnante in questione, il professor Armando Baldissin, da più di quindici anni affidatario del suddetto corso, nell’affrontare la materia si avvale di schede didattiche che vengono dal medesimo fotocopiate e distribuite agli studenti. Le schede sono tratte prevalentemente dal libro “Educare all’affettività”, edito nel 2011 da Itaca Edizioni e scritto dallo stesso Baldissin sulla base della sua esperienza didattica nella scuola paritaria - si legge, invece, nel testo dell'esposto - Il libro risulta patrocinato dalla scuola (sul retro del libro è infatti impresso il logo della scuola “La Traccia”) e incluso dall’istituto nel catalogo dell’offerta editoriale che ogni anno viene destinata ai docenti e alle famiglie".

Maschi contro femmine

"Nelle schede in esame, segnalate da un alunno di terza della Scuola Secondaria di primo grado, il professore propone un programma ispirato al più rigido binarismo di genere, in virtù del quale maschi e femmine avrebbero una naturale e biologica predisposizione (una “connotazione interiore”) a provare emozioni e sentimenti diversi, a sviluppare qualità caratteriali diverse (i maschi “l’avventura”, “la solidità”, “l’impulsività”; le femmine “la cura della vita”, “l’emotività”, la “dedizione”) e, in definitiva, a svolgere ruoli di genere diversi. Nel suo libro, Baldissin scrive come “sia sorprendente che, per certi aspetti, gli organi genitali corrispondano alle tipologie temperamentali: semplice, eccitabile e impulsiva, l' una [quella maschile, n.d.r.]; complessa, accogliente e riservata l' altra [quella femminile, n.d.r.]”.

Sessualità immatura e incompiuta

"A risultare, tuttavia, maggiormente sconcertante e inaccettabile, è la parte del corso dedicata a quelle forme di sessualità che il professore definisce “Sessualità Immatura” e “Sessualità Incompiuta” - prosegue l'esposto - Nella scheda sulla sessualità immatura, vengono demonizzati e fatti oggetto di giudizio morale alcuni temi legati all’esperienza sessuale adolescenziale, quali la pornografia, l’autoerotismo e la fantasia sessuale. Vengono invece indiscriminatamente ricomprese nella c.d. sessualità incompiuta (definita come “una pulsione attrattiva per chi è simile a sé o è comunque assoggettabile”) l’omosessualità, la bisessualità, la pedofilia, la pederastia, l’efebofilia (con un’odiosa equiparazione tra le stesse, risalente a tempi che credevamo ormai superati). Queste forme di sessualità sarebbero unificate dal rifiuto della fatica di rapportarsi in modo responsabile con il diverso da sé, essendo invece “tranquillizzante rapportarsi con persone che pensano o sentono come sé, perché le si capisce più facilmente, come nell’omosessualità; o più facilmente seducibili, come le persone adolescenti; fino ad arrivare ai bambini come nel caso della pedofilia”.

Omosessualità? Una moda, un vizio...

In particolare, nel libro e nelle schede didattiche viene dedicato ampio spazio al tema dell’omosessualità, variamente definita come un “autentico dis-orientamento della personalità nelle sue pulsioni elementari”, un “vizio”, una “moda”, un “disturbo”, una “malformazione psicologica”, connotata dalla “anormalità di una pulsione erotica” e da una “contraddizione tra ciò che uno prova e il corpo che si ritrova, in cui gli organi genitali indicano uno scopo oggettivamente opposto all’istintualità”.

"Sotto il profilo dell’eziologia del fenomeno, il prof. Baldissin rispolvera l’intero armamentario dell’omofobia pseudoscientifica e afferma (in parte citando il sito “totustuus.it”) che le cause dell’omosessualità sarebbero da rinvenire nella “mancata identificazione con il modello del genitore del medesimo sesso”, in un “attaccamento infantile al genitore complementare”, nella “percezione della propria inadeguatezza ed inferiorità rispetto all’idealizzazione della propria identità sessuale, che si ammira realizzata in altre persone e che è desiderata intensamente fino a diventare oggetto di attrazione sessuale nel corpo altrui (si desidera sempre ciò che è più perfetto di sé)”. In altri termini, “un ragazzo si sente un maschio fallito; una ragazza si sente una femmina non riuscita”. Gli atti omosessuali sarebbero “manifestazioni di una strategia nevrotica, con cui la persona cerca di difendersi da problemi più o meno inconsci che non è riuscito a risolvere: incompletezza, solitudine, inferiorità e infantilismo”.

Al pari dell'alcolismo

Sotto il diverso profilo dei ‘rimedi’ all’omosessualità, Baldissin sostiene apertamente le terapie riparative, affermando dapprima che “l’80% dei casi di omosessualità che sorgono in età infantile si recupera ‘spontaneamente’ in un contesto familiare e sociale equilibrato” e successivamente che “i complessi omosessuali possono essere curati se la persona con tendenze omosessuali vuole sottoporsi a opportune terapie psicologiche”. Infatti, “facendosi aiutare da un bravo psicologo, in alcuni casi è possibile che la pulsione omosessuale col tempo muti”. Del resto, nel libro si precisa che la tendenza omosessuale sta all’atto omosessuale così come la tendenza all’alcolismo sta all’ubriacatura: “un uomo può sentire in sé la tendenza all’alcolismo, ma non per questo è costretto ad ubriacarsi. La persona con tendenze omosessuali ha in sé la libertà della volontà, che gli consente di resistere all’inclinazione disordinata e di essere padrone dei propri atti”.
La società, inoltre, non dovrebbe in alcun modo riconoscere giuridicamente i legami omosessuali, ma “deve fornire ogni sostegno per aiutare le persone omosessuali che vogliono compiere un cammino di liberazione dal vizio”.

L'accusa contro i genitori dello stesso sesso

Nel libro del professore, infine, si giunge ad affermazioni ancora più gravi e di contenuto diffamatorio verso un’intera categoria sociale, quella dei genitori omosessuali. Non solo, infatti, i genitori dello stesso sesso produrrebbero danni incalcolabili allo sviluppo dei minori, ma addirittura sarebbero più inclini ad atti di pedofilia verso i loro figli: “Non va, poi, sottovalutato, il fatto che i figli adottati da genitori omosessuali potrebbero subire attenzioni di tipo sessuale da parte dei genitori adottivi, perché le statistiche dicono che il 23% dei maschi omosessuali e il 6% delle lesbiche avevano avuto qualche contatto sessuale con minorenni”. Si precisa che nessuna fonte è indicata a sostegno di quanto affermato.

L'esposto all'Ufficio scolastico territoriale

Tentativi di contatto e di confronto con la scuola ce n'erano già stati negli anni passati senza però alcun risultato. Per questo le tantissime associazioni del territorio e altrettanti esponenti politici hanno deciso di chiedere all’Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo, nella persona della Dirigente Patrizia Graziani e degli eventuali altri organi preposti, si adoperi al più presto per attivare i controlli necessari sull’offerta educativa della scuola paritaria “La Traccia” di Calcinate, adottando tutte le misure idonee ad assicurare la tempestiva sostituzione dell’attuale insegnamento dell’educazione all’affettività offerto dalla scuola (di carattere antiscientifico e discriminatorio) con un insegnamento condotto da personale qualificato e rispettoso delle pari opportunità tra uomini e donne, nonché dell’identità sessuale degli adolescenti LGBTI, in ossequio ai princìpi della Carta costituzionale".

La replica della scuola e la controreplica del comitato

In queste ore, la scuola ha fatto sapere a mezzo stampa che il materiale allegato all'esposto "non è più in uso da tempo", che attualmente i sussidi didattici in materia di educazione sessuale sono altri. Lo stesso libro dal quale sono state estrapolate le schede presentate al Provveditorato è fuori produzione da alcuni anni, dopo la prima edizione nel 2011.

Una risposta che non è bastata affatto, all'estensore dell'esposto Stefano Ponti. "Il fatto che il libro di (dis)educazione sessuale non sia mai stato utilizzato nel corso in oggetto è clamorosamente smentito dalle numerose prove testimoniali e documentali in nostro possesso - spiega -  Inoltre, non basta affermare "il libro esiste, ma non lo utilizziamo". Sono dati accertati quelli per i quali: il libro esiste; è stato scritto dal professore della scuola che da almeno 15 anni è affidatario del corso di educazione sessuale; il professore risulta ancora responsabile del corso in base al sito della scuola; il libro è stato patrocinato dalla scuola (cioè la scuola ha aderito ai contenuti dello stesso); è stato offerto negli anni a genitori, famiglie, docenti nei depliant dedicati alla proposta editoriale. Ora, la questione non è se il libro sia utilizzato o no (cosa che comunque siamo in grado di provare). La domanda è: la scuola  è  pronta ad ammettere l'errore commesso e a operare un ripensamento sulle scelte fatte finora in tema di educazione sessuale? La dirigenza è pronta a prendere con forza le distanze dai contenuti antiscientifici e discriminatori che fino a ieri ha patrocinato e che ha affidato per oltre 15 anni all'autore del suddetto libro? Nessuno vuole fare una crociata contro la scuola, ma la scuola deve uscire dall'ambiguità che caratterizza il suo comunicato e fare sapere all'opinione pubblica come si posiziona sui temi della parità tra uomini e donne e della tutela delle minoranze sessuali".

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