Denunciato carnefice di Bullo ha confessato “Volevo vederlo morire”

L'uomo ha ammesso di aver maltrattato, bruciato e lasciato morire di fame Bullo perché lo odiava.

Denunciato carnefice di Bullo ha confessato “Volevo vederlo morire”
09 Aprile 2018 ore 22:24

Denunciato carnefice di Bullo, il cane Corso lasciato a morire di fame.

Denunciato carnefice di Bullo

L’avevano promesso e sono stati di parola: i carabinieri di Soncino sono riusciti a trovare la persona che avrebbe ridotto Bullo, magnifico cane Corso, in fin di vita per denutrizione e maltrattamenti. Si tratta di un agricoltore di 53 anni di Coniolo, sobborgo di Orzinuovi.

Bullo che finalmente mangia anche grazie alla solidarietà di cremonesi e cremaschi

“Volevo vederlo morire”

Agghiacciante la confessione che l’uomo avrebbe reso alle forze dell’ordine alle quali avrebbe detto che desiderava vederlo morire. Fondamentale la collaborazione della veterinaria Laura Gatti, della Clinica Veterinaria di Crema – luogo in cui Bullo si trova ancora e dove gli è stata salvata la vita. L’uomo avrebbe confessato il suo odio verso Bullo e l’amore, invece, per un altro suo cane. Sul corpo di Bullo anche bruciature di sigaretta.

Un anonimo l’ha fatto scappare

Un anonimo che ha assistito all’atroce calvario al quale era sottoposto Bullo, ha preso coraggio e l’ha fatto scappare. In questo modo il cane è stato trovato e curato. per l’agricoltore bresciano ci sarà un processo. Per Bullo, invece, si spera una famiglia che lo ami.

La solidarietà della Bassa

Fin da subito è stato chiesto a chiunque volesse contribuire come poteva, in base ai propri mezzi, di portare carne a Bullo. In men che non si dica è arrivata la carne, donata da tanti privati cittadini, ma anche coperte, un materassino, una pettorina, una medaglietta…insomma un principino. E’ inoltre possibile sostenere anche economicamente le cure di Bullo attraverso una raccolta fondi organizzata dalla Clinica che lo ospita.

Top news
Glocal News
Foto più viste
Video più visti
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia