Bagnolo Cremasco

Decima donazione di plasma per il vigile Giovanni Regazzi, guarito dal Covid-19

A marzo aveva contratto il virus, e dopo una dura battaglia era riuscito a vincerlo

Decima donazione di plasma per il vigile Giovanni Regazzi, guarito dal Covid-19
Cronaca Cremasco, 17 Gennaio 2021 ore 09:00

Decima donazione di plasma iperimmune per il bagnolese Giovanni Regazzi, l’agente di Polizia locale del comando di Crema che ha sconfitto il Covid-19.

La cura al plasma iperimmune

A marzo aveva contratto il virus, e dopo una dura battaglia era riuscito a vincerlo, raccontando sulle pagine del nostro settimanale la sua storia di speranza. Ora continua a fare la sua parte per aiutare chi sta ancora facendo i conti con la malattia. Lo avevamo lasciato a ottobre con sei prelievi effettuati e appena tre mesi dopo, ecco che Giovanni ha dieci donazioni all’attivo. Ma in cosa consiste la terapia con plasma iperimmune? Si tratta di una cura sperimentale che prevede il prelievo del sangue contenente anticorpi specifici contro Sars-Cov-2 da pazienti guariti dal Coronavirus, che viene poi trasfuso ai malati di Covid.

“Ho raggiunto il traguardo, per me incredibile, delle dieci donazioni – ha rivelato con gioia – La mia prima donazione di plasma risale al 25 maggio 2020, l’ultima al 12 gennaio 2021. Ringrazio tutto il personale del centro trasfusionale dell’ospedale di Crema, la sezione Avis del mio paese, Bagnolo, tutti i medici, infermieri, operatori sanitari e amici che mi hanno sempre sostenuto. Spero di proseguire a donare il plasma, ma dipenderà dagli esiti degli esami”.

L’appello di Giovanni Regazzi

Assiduo donatore di sangue (136 prelievi totali), Regazzi si è subito reso disponibile per donare il suo plasma alla medicina. La sua penultima donazione risale al 24 dicembre, l’ultima a pochi giorni fa. In quest’occasione, ha anche effettuato il test sierologico necessario a stabilire se continua a soddisfare i criteri di idoneità per donare il plasma.

“Secondo il medico del centro trasfusionale, ogni donatore, con una sacca di 600 ml, può curare fino a tre pazienti – ha continuato – Io non me ne intendo, ma il fatto stesso di sapere che in questo modo posso aiutare qualcuno mi riempie di gioia e orgoglio”.

Oltre alla soddisfazione personale, c’è il valore civico di un gesto che per i malati rappresenta un dono prezioso. Nella speranza di assistere a un incremento del numero di donazioni, Giovanni fa appello alla solidarietà di chi, come lui, è passato attraverso il tunnel del Covid-19.

“Vorrei incoraggiare tutti coloro che sono guariti a donare il plasma – ha concluso – è importante perché possono fare la differenza per chi sta ancora combattendo contro la malattia”.

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