Custode della discarica picchiato da due muratori

Gli operai pretendevano di scaricare materiale non ammesso ma al rifiuto dell'uomo hanno perso le staffe

Custode della discarica picchiato da due muratori
06 Agosto 2017 ore 11:42

Aggredito da due muratori che pretendevano di scaricare in piazzola ecologica di Rivolta d’Adda del materiale non ammesso. Agostino Lorini, custode della discarica, porta sul volto e sul corpo i segni delle percosse e denuncia: «Mi hanno assalito alle spalle. Non voglio più tornare a lavorare lì».

Il racconto

“Avevo appena aperto, erano le 14.15, quando sono arrivati due uomini, padre e figlio a bordo di un autocarro con diverso materiale, tra cui carta e cartone – ha raccontato Lorini, 55 anni, da nove in piazzola – Non li avevo mai visti, non sono del paese. In precedenza erano passati altri due muratori che stanno ristrutturando la stessa casa, in via Catalani, e avevo spiegato loro che non potevano scaricare tutto quello che volevano: erano stati gentili e se n’erano andati. Con questi due invece è andata diversamente: sono entrati in ufficio e, quando gli ho detto che il permesso in loro possesso riguardava solo il materiale relativo all’intervento, si sono arrabbiati”. Dalle parole sono poi passati alle mani.

L’aggressione

“Hanno cominciato a gridare, a battere i pugni sul tavolo e a prendermi a male parole – ha proseguito l’uomo – Ho detto che avrei sentito il Comune e sembrava che si fossero calmati, ma non appena mi sono girato mi hanno aggredito alle spalle”. Il padre, intorno ai 45 anni, e il figlio sui 25, entrambi robusti, hanno colpito ripetutamente il custode, che si è visto scaricare addosso una gragnola di botte. “Sono riuscito a liberarmi e buttarne per terra il padre: a quel punto il figlio stava per sferrarmi un calcio nelle costole ma qualcuno lo ha fermato in tempo – ha concluso il 55enne – Le persone che erano presenti in piazzola sono riuscite a trattenerli e così ho potuto chiamare i carabinieri”.

La paura

Ora Lorini è in infortunio, ma non ha più intenzione di rientrare al lavoro. “Purtroppo è già il secondo episodio – ha affermato – Due anni fa un 70enne del paese, tra l’altro un amico, era venuto in piazzola e, senza che proferissi parola, mi aveva buttato a terra e poi messo il falcetto in testa… Non so ancora perché lo ha fatto. Anche lì erano intervenuti i militari. Non so quante volte, poi, la sera mi sono trovato gente che rubava. Ho sempre detto che lavorare lì da solo non va bene e adesso basta, ho deciso di lasciare”. Una questione di sicurezza che indubbiamente va affrontata.

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