Treviglio

Covid-19: Treviglio piange Lorenzo Bergamini, industriale e filantropo

Lutto nel mondo dell'industria locale. Era ricoverato per Covid-19 in ospedale da alcuni giorni.

Covid-19: Treviglio piange Lorenzo Bergamini, industriale e filantropo
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Un industriale e un filantropo. E' morto oggi pomeriggio, martedì 17 marzo 2020, Lorenzo Bergamini. Classe 1943,  celebre industriale trevigliese era stato  patron   della Ecb di via Calvenzano, era anche da due anni circa presidente della Fondazione Cassa Rurale.  Era ricoverato da alcuni giorni per Covid-19.

Addio a Lorenzo Bergamini

Ancora un improvviso e grave lutto a Treviglio, che colpisce stavolta il mondo dell'economia, dell'industria e della cultura.  Settantasettenne, Lorenzo Bergamini era in ospedale da meno di una settimana, a Treviglio, ricoverato per le complicanze della polmonite da Coronavirus. Stamattina le sue condizioni di salute sono precipitate, e nonostante lo sforzo dei medici non c'è stato nulla da fare. Si è spento questo pomeriggio.

Dopo una vita trascorsa alla guida dell'azienda trevigliese del Pip -  tra i player mondiali nel settore della produzione di pet food - alcuni anni fa aveva venduto l'attività, e si era dedicato alla filantropia e alla promozione della cultura locale. Tra i molti incarichi che aveva assunto  negli ultimi anni, quello di presidente dell'Associazione Trevigliese Amici del Santuario, in prima linea per i lavori appena conclusi sulla chiesa del Miracolo.  Da due anni circa era  inoltre presidente della Fondazione Cassa rurale, legata a Bcc Treviglio.

"In Bcc siamo  tutti frastornati e senza parole - è il commento di Giovanni Grazioli, presidente di Cassa rurale - Ci lascia un grande uomo, oltre che un amico. Che ha dato tanto alla banca, alla comunità trevigliese e a tutti noi. L'avevo incontrato pochi giorni fa e stava bene. Siamo di fronte a una malattia terribile: bastano poche complicanze e ti porta via in pochi giorni".

Un industriale brillante e un filatropo generoso e riservato

"Grande tecnico, grande commerciale con lungimirante intuizione, aveva iniziato ad utilizzare prodotti di provenienza diversa da quella bovina per preparare prodotti di base di alta qualità per l’alimentazione di animali domestici, trovandosi così al momento della crisi della Mucca Pazza ad essere uno dei pochi, se non il solo, ad avere a disposizione prodotti garantiti" lo ricorda così l'amico Roberto Fabbrucci. "È poi stato fortemente presente nella comunità locale, non solo attraverso la sua opera, sempre attenta, ma mettendo a disposizioni importanti somme per la comunità, spesso in modo anonimo. Molte iniziative a favore del Santuario, a ristrutturazioni passate di quadri, dell’organo ed attualmente per la riqualificazione generale,che lo hanno visto protagonista".

Anche il sindaco Juri Imeri lo ricorda commosso.

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