Cronaca
Brignano

Covid-19, il paradosso della scuola che rifiuta i termoscanner

L’Amministrazione acquista i termoscanner per le scuole, ma la dirigenza rifiuta e ringrazia: "No grazie, ci atteniamo alle linee guida del Ministero".

Covid-19, il paradosso della scuola che rifiuta i termoscanner
Cronaca Gera d'Adda, 20 Ottobre 2020 ore 10:43

L’Amministrazione acquista i termoscanner per le scuole, ma la dirigenza rifiuta e ringrazia: "Ci atteniamo alle linee guida del Ministero".

Ha un po' del paradossale questa vicenda che viene da Brignano, dove alla vigilia della temuta "seconda ondata" dell'epidemia, il dirigente scolastico dell'Istituto comprensivo ha deciso di rifiutare il dono di due termoscanner offerti dall'Amministrazione comunale. Il motivo? Una bagarre legale in corso in Piemonte su chi sia competente nella misurazione della febbre ai ragazzi.

I termoscanner? No grazie

La questione è stata a malapena accennata durante l’ultima seduta del Consiglio comunale, quando l’assessore al Bilancio Elena Bianchi facendo il punto sulle spese del Comune aveva parlato dei termoscanner, «che inizialmente si intendeva installare all’ingresso delle scuole. Visto il rifiuto del dirigente scolastico decideremo dove installarli. Forse al campo sportivo».
Già, perché dopo aver ricevuto la proposta di installare i sensori per il rilevamento della temperatura corporea anche all’ingresso delle scuole elementari e medie – all’asilo tali dispositivi sono già presenti – il dirigente scolastico Pietro Enrico Gamba ha risposto «No grazie».

"Ci atteniamo alle disposizioni"

Successivamente interpellato sulla questione, ha poi spiegato le ragioni del proprio rifiuto: "L’istituto Comprensivo è un’istituzione, e in quanto tale si attiene a quelle che sono le disposizioni dategli dagli organi superiori e competenti in materia – ha dichiarato – Per le scuole dell’Infanzia possiamo dire che a dettare le linee guida sia la Regione, che ha maggior voce in capitolo, e siccome in tale ambito l’indicazione è quella di misurare la temperatura ai bambini all’ingresso a scuola, ci siamo attrezzati per effettuare controlli della temperatura corporea all’ingresso. Viceversa, per le scuole primaria e secondaria contano quelle che sono le linee guida del Ministero dell’Istruzione, che propende per la misurazione della temperatura a casa, che è anche un modo per responsabilizzare le famiglie. Abbiamo semplicemente scelto di uniformarci alle linee guida del Ministero, che è il nostro unico responsabile – ha concluso il dirigente scolastico, che ha poi portato un esempio – Penso che anche le famiglie possano sentirsi più tutelate sapendo che la temperatura dei compagni di classe dei loro figli viene misurata prima che essi escano di casa, e non all’ingresso della scuola, dopo che magari questi hanno già fatto tutto il viaggio a contatto con gli altri bambini".

Le polemiche (ma in Piemonte)

La sindaca Beatrice Bolandrini, dal canto suo, ha assolutamente evitato ingerenze in materia: "La proposta dei termoscanner è stata condivisa con le minoranze in sede di conferenza dei capigruppo e portata tra le variazioni di bilancio – ha spiegato – Il dirigente scolastico si attiene a quanto indicato dal Ministero, per cui mi attengo anch’io alla logica del rispetto dei ruoli, rispetto che ha caratterizzato questi sei anni di presenza di entrambi a Brignano".

Il caso brignanese, per la verità, sembra replicare – con le dovute proporzioni – quanto avvenuto nelle scorse settimane in Piemonte, dove è stata però la Regione a imporre a tutti gli edifici scolastici il controllo della temperatura all’ingresso delle scuole. In quel caso a opporsi alla decisione era stato il Governo, che aveva ribadito la linea guida della misurazione a casa. Il ricorso al Tar, però, aveva dato ragione alla Regione, che aveva dal canto suo insistito sul fatto che il controllo della temperatura agli accessi a scuola servisse proprio come verifica del fatto che la misurazione della febbre fosse stata fatta anche a casa dalle famiglie. In quel caso il Presidente di Regione Piemonte Alberto Cirio aveva ringraziato le scuole che già si erano attrezzate per la misurazione, senza attendere che fossero altri a richiederglielo esplicitamente. Come a dire che anche se la responsabilità è delle famiglie, un controllo in più non fa mai male.

TORNA ALLA HOME