Agnadello

Come il gatto e la volpe promettevano di moltiplicare le banconote, arrestati

Vittima un esercente del paese. Un altro episodio si era verificato il 15 settembre a Rivolta.

Come il gatto e la volpe promettevano di moltiplicare le banconote, arrestati
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Come la coppia di truffatori della fiaba di Pinocchio hanno raggirato un commerciante facendogli credere di poter moltiplicare le banconote, ma sono stati scoperti e arrestati.

Il gatto e la volpe in azione ad Agnadello

Il "gatto e la volpe", due stranieri di 49 e 40 anni, uno dei quali con precedenti di polizia a carico e residente in provincia di Como l’altro, invece, senza fissa dimora, sono entrati in azione ad Agnadello. Il raggiro, però, è stato scoperto dai carabinieri di Rivolta, lunedì. Li hanno arrestati per furto aggravato in concorso. Con loro anche un terzo uomo che, però, all'arrivo dei militari è fuggito facendo perdere le proprie tracce.

Il copione della cosiddetta "truffa della moltiplicazione dei soldi" prevedeva il raggiro delle ignare vittime attraverso il racconto di una inverosimile procedura chimica mediante dei liquidi che avrebbero dei poteri speciali, in grado di trasferire l’inchiostro delle banconote vere
su semplici fogli di carta pre-trattati, che sarebbero diventati identici a banconote aventi corso legale.

La truffa della moltiplicazione dei soldi

Lo scambio però si conclude sempre allo stesso modo: la vittima si ritrova in mano della carta senza valore e i ladri si impossessano dei soldi veri. Ed è quello che è successo ad Agnadello dove un esercente era stato contattato il pomeriggio del 23 ottobre da tre persone che gli avevano detto di avere un metodo infallibile per moltiplicare le banconote. Uno si è spacciato come l’ideatore del sistema e due si sono spacciati come “tecnici” esperti nell’uso di determinati liquidi che avrebbero prodotto l’incredibile risultato, in grado di trasformare delle finte matrici in banconote vere. Il commerciante, attratto dalla possibilità di facile guadagno, ha dato loro appuntamento per le 14.30 del giorno successivo.

E il giorno dopo, puntualissimi, i tre si sono presentati presso l’attività commerciale e sono entrati. Uno di loro ha dato alla vittima una bottiglia avvolta nello scotch dicendogli di nasconderla. Poi uno dei “tecnici” ha iniziato a spiegare il procedimento da attuare per moltiplicare il denaro e ha preso dalle tasche due fogli delle dimensioni delle banconote e li ha posizionati su della carta stagnola. Con una torcia ha illuminato i fogli e ha fatto vedere che, con la luce della torcia, sui fogli bianchi appariva l’immagine della banconota da 50 euro.

L'inverosimile procedura e il raggiro

A quel punto l’uomo ha chiesto alla vittima una banconota da 50 euro vera e quest’ultimo ha aperto un cassetto e da una busta contenente cinquemila euro ha estratto una banconota da 50 euro e l’ha consegnata al “tecnico”. Quest’ultimo ha posto la banconota vera in mezzo ai due fogli bianchi usati in precedenza e ha detto che avrebbe dato inizio al procedimento di trasformazione. Ha preso dalla tasca un flacone con del liquido rosso e lo ha versato su uno dei fogli bianchi, strofinandolo con del cotone. Stessa cosa ha fatto con l’altro foglio bianco e su entrambi i fogli è apparsa l’immagine della banconota da 50 euro. Poi ha inserito i fogli e la banconota in un foglio di alluminio chiedendo alla vittima di esercitare una pressione per circa due minuti. Alla fine di tutto ha tirato fuori fogli e banconota e li ha mostrati alla vittima, chiedendo di individuare la vera banconota cosa che il commerciante non è riuscito a fare.

Rubano cinquemila euro alla vittima

In quel momento la vittima si era accorta che l’uomo aveva sostituito il foglio di alluminio contenente i due fogli di carta e la banconota con un altro foglio di alluminio, ma non ha dato peso alla cosa. Ma è questo il momento in cui la truffa potrebbe essersi consumata. La messinscena è andata avanti perché, conclusa la dimostrazione pratica con la quale hanno fatto credere di essere riusciti a trasferire i colori della cartamoneta sui fogli di carta, hanno iniziato a parlare di affari ovvero della somma che la vittima avrebbe potuto moltiplicare. In quel frangente, il “tecnico” che aveva effettuato la dimostrazione pratica ha detto che sarebbe andato in bagno a lavarsi le mani e quando è uscito parlava al telefono. Ha salutato frettolosamente dicendo che aveva un lavoro urgente da fare e se n'è andato.

La vittima si è insospettita per la fretta che aveva l’uomo ed è andata a controllare la busta con i suoi cinquemila euro scoprendo che, mentre era distratto dai discorsi degli altri due, il terzo se ne era impossessato, sostituendola con una'altra contenente dei fogli di carta neri. Capito di avere subito un furto ha bloccato l’uscita, impedendo agli altri due di andare via e ha chiamato i carabinieri. E durante la  telefonata ha scoperto che uno dei due uomini rimasti dentro il locale aveva già chiamato i militari dicendo di essere stato ingiustamente bloccato dentro un esercizio commerciale e voleva essere liberato.

Identificati e arrestati dai carabinieri

Quando i carabinieri sono arrivati hanno identificato tutti e hanno sentito la vittima. A quel punto, chiarita la situazione e ricostruito che era avvenuta la “truffa della moltiplicazione dei soldi”, il 49enne e il 40enne sono stati accompagnati nella caserma dei Carabinieri di Crema e sono stati arrestati in flagranza per furto aggravato in concorso. Sono state sequestrate una mazzetta di fogli bianchi con le dimensioni delle banconote da 50 euro, una mazzetta di fogli di carta di colore nero riproducenti banconote da 50 euro usati per sostituire il denaro che avevano rubato, una serie di flaconi con dei liquidi non definiti che probabilmente sono coloranti e prodotti chimici, alcune siringhe e una confezione di carta stagnola.

Come già accaduto in altre occasioni, il momento in cui si è consumato il reato probabilmente è stato quello in cui uno di loro ha dato alla vittima il foglio di alluminio da pressare con all’interno due fogli bianchi come matrici e la banconota. Infatti, approfittando della distrazione della vittima, ha sostituito il foglio di alluminio con altro identico contenente banconote vere, poi mostrandole e facendo credere di averle moltiplicate.

I due fermati sono stati trattenuti nelle camere di sicurezza della Compagnia di Crema fino all’udienza di convalida dell’arresto avvenuta questa mattina, conclusasi con la convalida dell’atto e la sottoposizione dei due alla misura del divieto di dimora nella provincia di Cremona in attesa dell’udienza che si svolgerà il prossimo 3 novembre.

Il precedente a Rivolta

Un episodio simile era avvenuto a Rivolta lo scorso 15 settembre. Anche in questo caso un esercente era finito nella trappola di due stranieri che promettevano di poter moltiplicare le banconote con la proposta di dividersi il guadagno dell'operazione. Avevano fatto vedere alla vittima dei fogli bianchi che, illuminati con una torcia di colore blu, diventavano banconote da 50 euro.

In quel momento fuori dall’esercizio commerciale era passata una pattuglia dei carabinieri che, pur non fermandosi, aveva spaventato notevolmente i due uomini tanto che uno di loro aveva masticato e ingoiato i due fogli di carta.
L’esercente aveva il video ripreso dalle telecamere di videosorveglianza e lo ha consegnato ai carabinieri i quali hanno preparato un fascicolo fotografico. Dalla visione, la vittima ha riconosciuto il 40enne odierno arrestato come uno dei due autori del fatto del 15 settembre.

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