Cipressi a rischio schianto, "colpa dei tagli sbagliati"

Il dottore forestale Andrea Wojnar ha già stilato la sua perizia.

Cipressi a rischio schianto, "colpa dei tagli sbagliati"
Cremasco, 08 Marzo 2018 ore 16:01

Alberi a rischio schianto a Pandino, lo dice il dottore forestale Andrea Wojnar. L’avevano segnalato nei giorni scorsi alcuni cittadini, che avevano notato che alcuni alberi della zona si erano spezzati ed erano caduti sul muro di cinta, rompendolo.

"Colpa dei tagli sbagliati"

Wojnar, incuriosito da quanto è successo, è andato subito a controllare. E ha scoperto che molti degli esemplari sono a rischio schianto. "L'alberatura in esame è di cipresso americano - ha detto - In origine le piante erano state messe a dimora (indicativamente almeno una quarantina di anni fa) per costituire una siepe, celando così alla vista le strutture della recinzione in pannelli prefabbricati di cemento separante il parcheggio cimiteriale dal campo sportivo. Delle oltre 70 piante inizialmente presenti, già nel 2011 se ne potevano contare 51 mentre oggi ce sono solo 44 vitali, di cui 5 già interessate da schianti di branche principali, una invece è totalmente secca in piedi. Perché questa cospicua riduzione numerica? Questi cipressi si riducono progressivamente per morte e schianti che sono conseguenti ad una patologia specifica, conseguenza di gravi errori di gestione applicata negli anni".

Molte piante sono morte

Da anni quindi le piante si schiantano poiché il legno all'interno dei fusti ha perso le caratteristiche meccaniche tipiche divenendo marcio, inconsistente, tanto da potersi rompere in pezzetti semplicemente prendendolo tra le dita. "La gran parte degli alberi presenta da lungo tempo evidenti sintomi della patologia degradativa interna senza bisogno che si debbano schiantare i fusti per poterlo dimostrare - ha concluso - Questa alberatura di cipressi americani di Pandino è quindi un mirabile esempio di carenza e di gravi errori gestionali passati ai quali non vi è rimedio: le piante sono destinate a schiantarsi progressivamente per rottura sia di singole branche che per cedimento di interi fusti, come già in atto da anni".