Chiude pasticceria del centro, l’ultima in paese

Dopo la morte improvvisa del socio, la decisione.

Chiude pasticceria del centro, l’ultima in paese
Romanese, 15 Gennaio 2018 ore 19:52

Chiude pasticceria del centro, l’ultima in paese a Palosco. Il racconto di Battista Pigolotti ex titolare della “Minnj”.

Chiude pasticceria: il paese dà l’addio a «Minnj»

Nata nel 1980 da due grandi amici, Battista Pigolotti e il compianto Mario Berzi, era il punto di ritrovo non solo dell’intera Palosco, ma anche della zona. I due soci, il primo di San Paolo e il secondo di Cividate al Piano, erano conosciuti da tutti. La decisione di chiudere era nell’aria, ma dopo l’improvvisa morte di Berzi lo scorso Natale, è diventata una scelta necessaria.

Amici da cinquant’anni

A raccontare la storia della pasticceria del centro è Battista Pigolotti. «Io e Mario siamo stati amici fin dall’infanzia – ha detto – insieme per cinquant’anni e la sua morte è stata uno shock per me. Lui ha sempre avuto la passione per la pasticceria. Prima era dipendente poi abbiamo aperto la “Minnj” insieme. Io invece stavo nella sala e facevo un po’ di tutto».

Punto di ritrovo della comunità

Col tempo la pasticceria inizia a farsi conoscere e diventa il punto di ritrovo dei paloschesi. «Da noi venivano sia i ragazzi sia gli adulti – continua Pigolotti – ma non solo di Palosco, anche di Pontoglio e di Palazzolo. Siamo stati sempre molto apprezzati e abbiamo lavorato molto. Solo negli ultimi tempi abbiamo sentito un po’ di crisi. Facevamo bar e pasticceria classica».

“Abbiamo continuato per passione”

La decisione di chiudere a breve era però nell’aria. «Io e Mario eravamo già in pensione da anni – continua Pigolotti – ma abbiamo continuato perché ci piaceva e ci mettevamo passione. Siamo sempre stati insieme e da solo non ce l’avrei mai fatta a continuare. Alla mia età poi non avevo voglia di impegnarmi per cercare un altro pasticcere e ricominciare».

Ora la pasticceria è in vendita

È stato un vero dispiacere per i paloschesi veder comparire il cartello “Vendesi” sulla vetrina. «Le persone si erano affezionate al negozio e a noi due – conclude Pigolotti con un sospiro – Ancora adesso, quando scendo per qualcosa in paese, mi salutano e mi fermano».

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