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Chiede un adeguamento contrattuale, licenziato dalla Imequadri

I colleghi hanno partecipato in massa all'agitazione indetta dai sindacati "Licenziamento infondato - ha detto la Cgil - non ci sono difficoltà economiche".

Chiede un adeguamento contrattuale, licenziato dalla Imequadri
Romanese, 15 Marzo 2018 ore 17:41

Operai in scioperoa sostegno di un collega licenziato dalla Imequadri Duestelle.

Operai in sciopero a Urgnano

Lunedì pomeriggio la Fiom-Cgil ha indetto un’agitazione a cui ha aderito il 70-80% dei dipendenti dell’azienda metalmeccanica che occupa circa 80 lavoratori nella produzione di quadri elettrici, apparecchiature e sistemi per la produzione, trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica. Tutti erano pronti a sostenere i diritti di uno di loro.

Licenziato dalla Imequadri, aveva chiesto un adeguamento di contratto

Mercoledì della scorsa settimana, infatti, alla fine del suo turno, il lavoratore è stato convocato dalla direzione aziendale che gli ha comunicato il licenziamento immediato, a partire dal giorno successivo. Dieci giorni prima di perdere il lavoro, per lui la Fiom-Cgil aveva chiesto un adeguamento del livello contrattuale. "Avevamo riscontrato, infatti, irregolarità nel suo inquadramento - ha detto Vittorio Tornaghi della Fiom-Cgil di Bergamo - due livelli in meno rispetto alle mansioni esercitate come montatore di quadri elettrici ma anche rispetto al titolo di studio di perito elettrotecnico di cui è in possesso".

Assunto col Jobs Act, rimane a casa

Invece di un più equo inquadramento contrattuale, il lavoratore è stato licenziato in tronco. Assunto dopo nel marzo del 2015, dopo l’entrata in vigore del contratto a tutele crescenti previsto dal Jobs Act, questo lavoratore si è ritrovato senza occupazione da un giorno all’altro, senza la possibilità di un reintegro. "Prima del Jobs Act - ha spiegato Tornaghi - in un caso come questo si sarebbe tentata la conciliazione fra le parti alla Direzione territoriale del lavoro. O, nel caso di effettivo licenziamento, sarebbe stato possibile un reintegro. L’azienda ha mandato, così, un chiaro segnale a tutti gli altri lavoratori che intendevano fare come lui, cioè chiedere il rispetto dei livelli contrattuali". La Fiom-Cgil ha chiesto immediatamente un incontro con l’azienda, che però non l’ha concesso in tempi brevi.

Licenziamento infondato, non ci sono difficoltà economiche

«Riteniamo infondato il licenziamento - ha concluso Tornaghi - ci adopereremo affinché l’azienda cambi idea, anche perché è difficile sostenere la causale dei problemi economici in una realtà produttiva che non è in difficoltà e che, anzi, ha appena assunto nuovo personale in altri reparti. Speriamo che la buona riuscita dello sciopero di oggi spinga la Direzione a tornare sui propri passi».