Criminalità

Cercano di far saltare in aria il bancomat, evacuato un palazzo a Cividate

L'attacco è scattato intorno all'1.30 di domenica 25 settembre. I ladri sono stati ripresi dalle telecamere.

Cercano di far saltare in aria il bancomat, evacuato un palazzo a Cividate
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Paura nella notte di domenica 25 settembre, a Cividate al piano. Una banda di malviventi, poi fuggita senza portare a termine il colpo, ha cercato di far saltare in aria il "Postamat" dell'ufficio postale di via Marconi, nel pieno centro del paese.  Non ci sono riusciti, ma le forze dell'ordine si sono comunque mobilitate in massa, per il timore che il dispositivo esplosivo installato dai ladri fosse ancora innescato.

Cividate, ladri abbandonano ordigno inesploso

L'attacco è stato perpetrato ai danni dell’ATM dell’Ufficio di Cividate all'1.28.  I banditi  avevano deciso di divellere dal muro dell'ufficio postale il bancomat, con l'intenzione di aprirlo e di prendere i soldi contenuti nella cassa automatica. L’allarme di videoanalisi è giunto alla sala di controllo di Milano di Poste Italiane e ha consentito di rilevare le immagini di quattro individui a volto coperto intenti ad armeggiare intorno all’ATM con cavo, piccone e altri utensili al fine di introdurre l’esplosivo e causarne l’esplosione. Gli operatori della sala di controllo hanno prontamente allertato i carabinieri che hanno sventato il tentativo di furto.

Sul posto si sono quindi precipitati poi i carabinieri di Romano e i Vigili del fuoco, e i banditi sono fuggiti. Ma nel frattempo, avevano già installato il dispositivo esplosivo, che infatti è rimasto sul posto.  Non è chiaro di cosa si trattasse: spesso in questi casi i banditi utilizzano  un innesco a distanza che fa esplodere del gas di acetilene, fatto penetrare nel dispositivo attraverso le fessure del dispositivo stesso.

Artificieri al lavoro

Il bancomat è rimasto quindi dov'era, sostanzialmente integro, ma era ovviamente forte il timore che il dispositivo potesse comunque esplodere. Per precauzione è stato dunque fatto evacuare parte del palazzo, mentre  agli altri inquilini è stato chiesto di chiudere le ante delle finestre. Sul posto sono quindi intervenuti carabinieri, vigili del fuoco e artificieri, che hanno lavorato a lungo per mettere in sicurezza l'area. Con loro anche un'ambulanza del 118, pronta a intervenire qualora nelle operazioni si fossero verificati incidenti.

Investimenti sulla sicurezza

Nei 242 Uffici Postali di Bergamo e Provincia, l’infrastruttura di sicurezza di Poste Italiane ha consentito di ridurre del 66% gli eventi di furto e rapine nell’ultimo biennio. Nel complesso i sistemi di custodia del denaro di Poste Italiane sono decisamente all’avanguardia tanto che nel 2022 il 58% dei tentativi di furto in tutta Italia sono falliti.

Tale risultato è stato possibile grazie agli investimenti dell’Azienda in materia di protezione e sicurezza che hanno consentito, ad esempio, di dotare 161 Uffici Postali di caveau blindato con speciali casseforti ad apertura temporizzata, e di attivare 459 sportelli dotati di RollerCash, particolari casseforti collegate alle postazioni operative i cui cassetti possono essere aperti solo alla conclusione di un’operazione. L’effetto deterrente generato da tali accorgimenti, ha contribuito notevolmente alla riduzione del numero di eventi criminosi negli ultimi anni.

Inoltre i Postamat di Poste Italiane sono dotati di un sofisticato sistema antieffrazione, chiamato "ghigliottina", una struttura blindata che garantisce la protezione della feritoia interna attraverso cui passa il denaro per uscire dalla cassaforte dell’ATM.

Vigilanza armata

Poste Italiane, inoltre, ha previsto per gli Uffici Postali di Bergamo e Provincia, l’introduzione di numerosi servizi di vigilanza armata garantendo, dove necessario, la presenza di una guardia giurata durante l’orario di apertura al pubblico degli Uffici e ronde ispettive da parte di Guardie particolari giurate, in orario sia diurno che notturno.

Inoltre, negli UP della città di Bergamo e Provincia, sono presenti oltre 339 impianti di videosorveglianza a circuito chiuso composti da circa 417 telecamere che, oltre a monitorare possibili intrusioni notturne nei locali di Poste Italiane e contribuire al riconoscimento di eventuali rapinatori, consentono attraverso un sofisticato software di videoanalisi predittiva di riconoscere automaticamente comportamenti sospetti e potenziali attacchi agli ATM, facendo partire in tempo reale la richiesta di intervento alle forze dell’ordine.

 

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