Arcene

Cascina nuova, scaduta la concessione per il “Piano d’intervento integrato”

Tempi bui per il rudere della Cascina Nuova ad Arcene

Cascina nuova, scaduta la concessione per il “Piano d’intervento integrato”
Media pianura, 17 Ottobre 2020 ore 12:03

Tempi bui per il rudere della Cascina Nuova ad Arcene e per l’enorme area, ormai votata alla selva, che si apre alle sue spalle. E il futuro che si annuncia non sembra, al momento, capace di portare sostanziali novità.

Concessione scaduta

La concessione per il “Piano d’intervento integrato” (P.I.I.) è scaduta, si è appreso settimana scorsa per voce del sindaco Roberto Ravanelli, e “non ci sono compratori diretti né, a mia conoscenza, investitori disposti a mettersi in cordata per rilevare l’area” aveva precisato. “Dall’anno scorso è partita la realizzazione delle opere del secondo lotto, l’unico sinora, lungo via per Lurano e Castel Rozzone – aveva aggiunto – ma se la situazione della restante parte, la maggiore, ancora in mano alla procedura fallimentare, non si risolverà, non saranno portati avanti l’urbanizzazione più complessiva dell’area e il raccordo delle strade esterne e interne, secondo quanto previsto dal Piano alcuni anni fa”. Non più tardi del marzo 2019, un incendio partito dalla canna fumaria della cascina – in rovina e disabitata ma di fatto punto di ritrovo e pernottamento di alcuni “inquilini” – aveva coinvolto il tetto. Dopo lo spegnimento, la proprietà aveva fatto murare e bloccare ogni possibile ingresso.

Il commento di Poletti

“La concessione è scaduta ma finché da Piano regolatore quest’area avrà questa destinazione si potrà sempre intervenire riattivando un nuovo Piano d’intervento, è la cosa che meno mi preoccupa sinceramente – ha dichiarato il consigliere Vladimiro Poletti, di “CambiArcene”, intervenuto sulla questione che ormai data da più di dieci anni – Quello che ancora una volta mi lascia perplesso è il modo di agire del gruppo “Insieme per Arcene”, al comando del paese da molto tempo: hanno lasciato sul conto corrente un milione e 400mila euro derivanti dall’escussione della polizza fideiussoria messa a tutela dell’intervento, poi mai avvenuto. Una parte della polizza fu utilizzata per la tangenziale, circa un milione e 600mila euro, la parte restante dicevano che sarebbe stata utilizzata per la Cascina Nuova. Sono stati persi dieci anni. Arrivati al limite della concessione un anno e mezzo fa, hanno fatto partire il lavori del secondo lotto. Ora siamo in questa situazione. Forse, se ci avessero pensato prima e meglio, intervenendo per rendere l’area più appetibile, qualche risultato migliore l’avrebbero ottenuto”.

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