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Cane azzanna bimba “Sopprimerlo non è la soluzione”

Gli animalisti bergamaschi chiedono la custodia del cane per avviare un percorso di recupero ed evitarne la soppressione.

Cane azzanna bimba “Sopprimerlo non è la soluzione”
17 Gennaio 2018 ore 18:24

Cane azzanna bimba e viene condannato alla soppressione. La notizia ha diviso l’opinione pubblica. Dopo la proposta del Codacons di istituire un patentino per i detentori di cani di grossa taglia intervengono anche gli animalisti.

Cane azzanna bimba  gli animalisti si schierano

Sopprimerlo non è la soluzione. Questo il commento unanime delle associazioni animaliste della rete Fuoritutti BG.  (Animalibera, Diamoci la Zampa, Fondazione Baratieri, lI Branco, LAV, LEIDAA, Milano Zoofila Onlus, Comitato Nazionale Ugda Onlus). Sarebbe condannato all’eutanasia il cane che domenica scorsa ha aggredito senza apparente ragione una bambina di 18 mesi.

“I cani non impazziscono all’improvviso”

“Siamo naturalmente sconvolti da quanto è accaduto, e auspichiamo che le condizioni della bambina migliorino rapidamente e la portino fuori pericolo”, commentano i portavoce. I cani però non impazziscono all’improvviso. L’atto dell’aggressione si manifesta sempre dopo una serie di segnali che non sono stati colti o correttamente interpretati. Non conosciamo il passato di Leone, non sappiamo come è stato cresciuto, né quali incontri ha fatto sul suo percorso. Siamo però certi che una spiegazione all’accaduto esiste e non è da ricercare nel recinto del canile sanitario ove è tenuto in osservazione.”

Sopprimerlo non è la soluzione

“Sopprimerlo non è la soluzione – continuano – ed è in contrasto con la legislazione vigente. L’Ordinanza contingibile e urgente concernente la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani stabilisce, infatti, che in seguito a morsicatura o aggressione, i Servizi Veterinari attivino un percorso mirato all’accertamento delle condizioni psicofisiche dell’animale e della corretta gestione
da parte del proprietario e, nel caso di rilevazione di rischio potenziale elevato, in base alla gravità delle eventuali lesioni provocate a persone, animali o cose, stabiliscano le misure di prevenzione e la necessità di un eventuale intervento terapeutico comportamentale da parte di medici veterinari esperti in comportamento animale. Dai contatti con ATS Bergamo, possiamo confermare che tale iter
è in corso”.

Da avviare percorso di recupero

“Inoltre – concludono gli animalisti –  per accertare la comprovata pericolosità, necessaria a non incorrere nella condotta altrimenti penalmente rilevante di uccisione di animale, sono necessarie più perizie, effettuate da veterinari con attestata specializzazione in scienze comportamentali, i quali in modo concorde, al di là di ogni ragionevole dubbio e con il parere di etologi e comportamentisti, constatano rilevano che non vi è altra soluzione alternativa alla soppressione”. Le associazioni della rete “Fuoritutti” chiederanno la custodia del cane per poterne avviare il legittimopercorso di recupero.

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