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Treviglio

Buoni spesa Covid-19 nella Bassa: il valore e i requisiti per chiederli

Fino a un massimo di 475 euro per le famiglie più numerose, 150 euro per i single, 250 per le coppie, in buoni-spesa da cinque euro l'uno. In alternativa, ci sono 9mila euro per l'hub solidale.

Buoni spesa Covid-19 nella Bassa: il valore e i requisiti per chiederli
Cronaca Media pianura, 03 Aprile 2020 ore 16:03

Fino a un massimo di 475 euro per le famiglie più numerose, 150 euro per i single, 250 per le coppie, in buoni spesa da cinque euro l’uno da spendere in negozi convenzionati. Saranno distribuiti così, alle famiglie più fragili e colpite dall’emergenza Coronavirus, i 1,6 milioni destinati ai Comuni della Bassa dal Governo per la Solidarietà alimentare.

La Giunta di Treviglio ha approvato già oggi le linee guida per la ripartizione dei fondi destinati alla città scegliendo di emettere buoni-spesa. Avranno  complessivamente un valore di circa 150mila euro. Serviranno ad allentare la pressione economica su una fetta pari al 3/4 percento della popolazione, chiaramente in situazione di difficoltà economica a seguito dell’emergenza sanitaria.

QUI i contributi Comune per Comune

Il valore dei contributi

E’ stato stabilito un contributo massimo per nucleo famigliare di 475 euro. I beneficiari «single» prenderanno 150 euro, le coppie 250. Per i nuclei di tre persone il contributo 325 euro, 375 per quelli di quattro persone, 425 per cinque persone e il massimo per i nuclei di sei. Sarà previsto anche un bonus aggiuntivo per chi ha a carico minori con meno di quattro anni.

Buoni spesa e fondi per l’hub solidale (già operativo)

Le strade previste dal Governo erano due, per i Comuni. Potevano emettere buoni da spendere in negozi convenzionati, oppure comprare direttamente beni di prima necessità.

“La Giunta di Treviglio ha deciso di destinare gran parte delle risorse all’erogazione di buoni spesa mantenendo quindi circa 30mila euro per i panieri solidali del progetto Hub Solidale (ne parliamo sotto, ndr) composti da generi alimentari, beni di prima necessità e un buono-spesa una tantum di importo ridotto per poter acquistare prodotti freschi” ha spiegato il sindaco Juri Imeri.  “L’emergenza sociale durerà parecchio tempo e dobbiamo pensare anche in prospettiva – conclude il sindaco – I buoni spesa saranno una tantum e le risorse, che possono sembrare tante, secondo le stime dell’Ambito dovrebbero garantire la copertura del 3-4% circa della popolazione residente. Ecco perché manterremo attivi i due canali: il governo ha creato grandi aspettative e molte andranno deluse, ma il Comune, come sta già dimostrando da tempo con i tanti progetti attivi, sarà sempre in prima linea per cercare di intercettare i bisogni e dare risposte concrete”.

I requisiti per l’accesso

Nonostante il Governo abbia delegato i singoli Comuni a scegliere a chi destinare i fondi i  sindaci bergamaschi hanno deciso di adottare criteri condivisi. Può chiedere il contributo alimentare chi, dopo il 23/02/2020 sia stato coinvolto in:

a) licenziamento, mobilità, cassa integrazione; perdita o riduzione dell’orario di lavoro non coperta da ammortizzatori sociali;
b) sospensione attività di lavoro autonomo non coperta da ammortizzatori sociali (compresi i 600 euro mensili partite iva);
c) cessazione o riduzione di attività professionale o di impresa;
d) disoccupazione;
e) mancato rinnovo di contratti a termine o di lavoro atipici;
f) accordi aziendali e sindacali con riduzione dell’orario di lavoro;
g) malattia grave o decesso di un componente del nucleo familiare;
h) incremento di spese certificate sostenute dal nucleo familiare per l’acquisto di farmaci, per garantire interventi socio-assistenziali o per il pagamento di spese socio-sanitarie o funerarie;
i) Attivazione di servizi a pagamento per l’assistenza al domicilio di persone fragili che non hanno potuto frequentare centri diurni per anziani, disabili o progetti personalizzati domiciliari di cui fruivano;
j) Nuclei che si trovano conti correnti congelati e/o nella non disponibilità temporanea (ad esempio a causa di decesso del coniuge, etc.);
k) over 65 con la sola pensione minima, o in assenza di pensione, e senza forme di deposito mobiliare (titoli, obbligazioni, etc);
l) nuclei monoreddito con disabili in situazione di fragilità economica;
m) Altro stato di necessità da dichiarare;

Presentazione della domanda: NON andare in Comune

Le istanze possono essere presentate a partire dalle ore 08.30 di lunedì 06/04/2020Domande trasmesse prima di tale periodo non saranno prese in considerazione. Le persone in possesso dei requisiti previsti   possono presentare domanda di assegnazione del buono spesa utilizzando una delle seguenti modalità:

  1. accedere al sito www.comune.treviglio.bg.it e, dalla home page, compilare l’apposito format predisposto
  2. accedere al sito www.comune.treviglio.bg.it e, dalla home page, scaricare l’apposito modulo, compilarlo e inviarlo all’indirizzo e-mail: buonispesa.treviglio@gmail.com;
  3. per coloro che non sono in possesso di personal computer o connessone internet, è predisposto un servizio di assistenza telefonica per la compilazione e l’invio della richiesta chiamando i numeri di telefono 0363317716 e 0363317703 dalle 8.30 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 16.30 dal lunedì al giovedì e dalle 08.30 alle 13 il venerdì.

Buoni da cinque euro l’uno

Il buono spesa, frazionato in tagli da 5 euro, non è trasferibile, né cedibile a persone diverse dal beneficiario. Chiaramente, non si può vendere né cambiare con contanti.  Il buono spesa ha validità massima fino al 15 maggio 2020. 

Per identificare gli esercizi commerciali nei quali saranno spendibili i buoni spesa, è stato pubblicato l’avviso pubblico per l’adesione al progetto: l’elenco degli esercizi commerciali sarà a disposizione aggiornato sul sito del Comune.

I criteri condivisi tra Comuni

“Nonostante le difficoltà di confrontarsi via mail e via skype, credo si sia fatto un grande lavoro di condivisione, cercando di cogliere le sensibilità e le peculiarità di tutti i territori della provincia – commenta il sindaco Juri Imeri, che assieme al vice sindaco di Seriate Gabriele Cortesi ha coordinato la stesura dei criteri – Abbiamo condiviso principi e linee guida, così da garantire omogeneità al territorio lasciando poi a ogni singola amministrazione la possibilità di adattare strumenti e dettagli”.

“Chi era ed è in stato di bisogno continuerà ad essere aiutato come sempre”

A proposito dell’hub alimentare, che funziona già da diverse settimane in città,  Imeri ha chiarito che le due misure sono alternative: l’accesso ai buoni-spesa, esclude dalla possibilità di accesso al progetto Hub Solidale.

“Vorremmo dare seguito a questo progetto, per il quale è importante valorizzare e ringraziare volontariato e donatori, e agire in modo chiaro su chi abbia effettivamente avuto un danno economico dall’emergenza Covid-19. Chi era ed è in stato di bisogno continuerà ad essere aiutato come sempre dal Comune di Treviglio, e con questo avviso pubblico mi auguro si possano raggiungere maggiormente fasce diverse di popolazione colpite dalle chiusure forzate, da lutti, ricoveri, riduzione di reddito o perdita del lavoro o necessitate a ricorrere a servizi domiciliari a pagamento o nuclei monoreddito con disabili in situazione di fragilità economica. Ovviamente escludendo chi avesse o avrà altre forme significative di sostegno pubblico”.

Hub solidale: le quote

Il paniere solidale previsto dalla misura dell’Hub solidale trevigliese invece prevede, a sua volta, buoni spesa. ma di importo leggermente minore. Saranno destinati fino a esaurimento fondi sulla base della composizione del nucleo familiare
1-2 persone 50 euro
3-4 persone 100 euro
5 persone e oltre 150 euro

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