Bufera sulla nuova moschea di via Rossignoli

Nascerà a breve un nuovo centro culturale islamico in un capannone di Ombriano, ma sono in tanti a storcere il naso.

Bufera sulla nuova moschea di via Rossignoli
Cremasco, 26 Aprile 2018 ore 14:57

E’ scoppiata una vera e propria bufera dopo la diffusione della notizia della fondazione della nuova moschea di via Rossignoli a Crema. Ombriano viva attacca l’Amministrazione comunale.

Moschea di via Rossignoli: “Una presa in giro”

«L’espediente della comunità islamica di dare vita ad un’associazione culturale per poter pregare nel capannone di via Rossignoli – dichiarano Daniele Alberti e Cristian Guardavilla della lista civica Ombriano Viva – è un’autentica presa in giro. I cittadini di Ombriano non possono accettarla in nessun altro modo. Ma dovrebbero sentirsi presi in giro anche il sindaco Bonaldi o il neo eletto consigliere regionale Matteo Piloni che hanno il dovere di opporsi alla nascita di quella di fatto è destinata a diventare una moschea. Finora sono rimasti passivi facendo solo tante promesse e nessuna azione concreta».

“E’ un abuso e Bonaldi e Piloni stanno a guardare”

«Bonaldi e Piloni, al momento delle elezioni amministrative e regionali, non hanno esitato a criticare l’iniziativa degli islamici. Una posizione di cui si sono dimenticati il giorno dopo il voto. Altrimenti avrebbero dato seguito alle nostre continue segnalazioni – proseguono da OmbrianoViva -. Siamo davanti ad un raggiro bello e buono. L’amministrazione comunale deve sanare un evidente violazione. Se ci fossero stati degli italiani a comportarsi in questo modo chissà che cosa sarebbe successo. Le aziende locali sono sottoposte a verifiche di ogni genere per continuare a lavorare. Qui siamo in presenza di un abuso e le istituzioni, le stesse che non mancano di multare gli imprenditori e i privati, non fanno nulla e lasciano correre».

“Così non si fa integrazione”

«Favorire in questo modo gli islamici rispetto ai residenti storici perché si crede nel dogma della multiculturalità è un  errore che dovunque è stato commesso ha impedito sul nascere l’integrazione. Le periferie di Milano e dell’hinterland sono esempi vicini e drammatici. Al sindaco Bonaldi e al consigliere regionale Piloni ricordiamo che i processi di inclusione vanno gestiti facendo rispettare a tutti le regole. Mettere la testa sotto terra come gli struzzi è il modo per far crescere la tensione sociale».

 

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