Cronaca

BergamoSex e la morte dell'erotismo FOTO E VIDEO

Il trionfo della banalità mainstream che di erotico ha solo il nome

Cronaca 04 Settembre 2017 ore 18:07

Quando avevo circa 15 anni ero davvero curiosa di vedere un film porno. Gli amici e i compagni di classe si passavano sottobanco anonime Vhs strizzandosi l'occhio. Era un segreto che volevo assolutamente scoprire. Quando finalmente sono riuscita a mettere le mani su una di quelle videocassette il pensiero è stato: “beh, tutto qui?”. Con BergamoSex è stata più o meno la stessa cosa. Quella che si vende come “Fiera dell'eros” di erotico ha ben poco.

Trasgressione non pervenuta

Tutto quello che di trasgressivo mi sarei aspettata di trovare, al BergamoSex non c'è. Le donne sono tutte “molto”. Molto belle, molto giovani, molto truccate, molto succintamente vestite. Almeno finché non si spogliano. A quel punto sono molto depilate. E molto mainstream. Tutto è pensato in un'ottica esclusivamente maschile: gli spettacoli, i costumi, i gadget. Escluse quelle che si esibiscono, tra il pubblico saremo circa una decina di donne. So che nei prossimi giorni ci saranno anche spettacoli di spogliarellisti uomini, ho visto le foto sulla locandina. Anche loro saranno molto. Molto muscolosi, molto depilati e molto molto mainstream. Ogni cosa qui è finta: sono finte le unghie, le ciglia i seni e le extension delle donne. Sono finti i genitali maschili, opportunamente sostituiti da surrogati in lattice. E' finto quello che dovrebbe essere il cuore della manifestazione: il piacere.

L'ipocrisia della normalità

La cosa che mi ha lasciato più delusa è che a BergamoSex non c'è assolutamente nessuno spazio per il diverso. Lo spazio del bondage, che poteva essere una delle cose più particolari, è relegato in un angolino al piano superiore. Con un faro alogeno che ti spara centinaia di lumen negli occhi togliendo fascino a qualsiasi cosa. Il mondo cosiddetto Lgbt è completamente escluso dalla manifestazione: di omosessualità nemmeno si parla, spettacoli di ragazze trans in programma non ce ne sono. Ci sono, ovviamente, diversi show saffici. L'unica bancarella (ma non doveva essere una fiera?) che vende oggettistica rispecchia questa logica. Ci sono in vendita costumi di ogni tipo, dall'infermiera alla suora,  scarpe con tacchi vertiginosi e falli di gomma. Insomma, più che la fiera dell'eros, BergamoSex è la fiera dell'ipocrisia. Sei un vero uomo? Ecco qui, una ragazza si spoglia, si fa toccare, spalanca le cosce. Eccitati. Questo è quello che ti deve piacere. Se non ti piace, hai qualcosa di sbagliato. Sono curiosa di leggere come la pensa il mio collega uomo a questo proposito.

BergamoSex: una prospettiva femminile

Mi hanno chiesto di raccontare BergamoSex da una prospettiva femminile. Ammetto che la responsabilità di rappresentare un buon 50% della popolazione mi pesa un po'. Potrei scrivere un libro sull'oggettificazione e la mercificazione della donna che sta alla base di un evento come questo. Potrei raccontare ad esempio delle urla degli spettatori che bloccano sul nascere il discorso di una delle “artiste” (così le definisce il presentatore Corrado Fumagalli) intimandole di stare zitta e spogliarsi. Ma, visto il contesto, non avrebbe senso. Preferisco pensare a come sarebbe un BergamoSex “a misura di donna”. Un evento in cui l'erotismo, quello vero, prenda il posto della goliardia becera. Una manifestazione alla quale andare per scoprire qualcosa di cui non si era mai sentito parlare prima, o per vedere qualcosa di cui si sapeva solamente per sentito dire. Una rassegna variegata in cui tutti, ma proprio tutti, potrebbero trovare qualcosa che ritengono stuzzicante. Sono sicura che un evento pensato per le donne piacerebbe, e molto, anche agli uomini.

Qualche consiglio

Se consiglio alle donne di andare a BergamoSex? Non eccessivamente. Per carità: se siete curiose andateci, magari fatevi quattro risate sfidando le amiche a cavalcare il toro meccanico a forma di pene. Ma non vi aspettate che ci sia qualcosa di eccitante o che vi possa fornire spunti per notti infuocate. Stesso discorso per gli uomini: l'ingresso costa 20 euro e vi troverete schiacciati sotto un palco in mezzo a centinaia di altre persone. Dovrete sudare e sgomitare per vedere qualcosa. Forse vale più la pena spendere quei soldi per andare in un nightclub. E se dopo tutta quella sudata riuscite ad avvicinarvi a sufficienza alla ragazza fate un favore all'umanità: non alzate l'ascella per fare il video col telefonino. Se lo scopo è quello potete tranquillamente risparmiare i 20 euro e stare a casa a guardarvi un porno al computer.

 

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