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Bancarotta fraudolenta, in carcere imprenditore di Brignano

L'operazione è delle Fiamme gialle di Lecco. A finire in carcere è Massimo Bossi, di Brignano, arrestato nell'ambito di un'operazione che ha visto coinvolto anche un altro bergamasco.

Bancarotta fraudolenta, in carcere imprenditore di Brignano
Cronaca 10 Novembre 2017 ore 10:37

Evasione e bancatotta fraudolenta, in manette imprenditore di Brignano.

Evasione fiscale e bancarotta fraudolenta

L’operazione è delle Fiamme gialle di Lecco. A finire in carcere è Massimo Bossi, di Brignano, arrestato nell’ambito di un’operazione che ha visto coinvolto anche un altro bergamasco, Giuliano Mosconi di Treviolo, ai domiciliari.  Secondo gli inquirenti i due sono coinvolti nel complesso meccanismo di evasione fiscale che era stato ideato da Marco Sarti, professionista lecchese arrestato prima dell’estate. La Finanza ha anche sequestrato immobili in Sardegna e una villa di Dalmine

Le cooperative

Le indagini coordinate dal sostituto procuratore Nicola Preteroti hanno ipotizzato che i due abbiano portato al fallimento volontariamente alcune cooperative, svuotandole.

L’arresto del lecchese Sarti

Gli arresti di ieri sono la prosecuzione della inchiesta di Lecco su Sarti,  che  nel maggio scorso aveva fatto scattare le manette nei confronti del consulente finanziario 57enne. L’accusa anche per lui era di bancarotta fraudolenta. In capo all’uomo pendono anche accuse di occultamento o distruzione di documenti contabili e di omesso versamento di Iva per due milioni e 125 mila euro. Ora il lecchese è ai domiciliari con tanto di braccialetto elettronico. I due bergamaschi sarebbero coinvolti nello stesso giro. Indagata anche la moglie del brignanese.

I sequestri

Prima dell’estate il nucleo tributario della Guardia di Finanza aveva sequestrato a Sarti anche denaro e auto di lusso. Una Ferrari F430 nera, due Porsche – una 911 e una Boxster – una Jeep Wrangler, una Mini Cooper e una moto Yamaha, tutte parcheggiate in alcuni posti presi a noleggio in un silos. Avevano trovato peraltro, nascosti nelle auto, 10mila euro e 4mila franchi svizzeri.

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