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L'appello della FILT-CGIL

Autobus e ripresa scolastica, preoccupazione per i limiti di capienza

“Viaggiare con l’80% dei passeggeri è come dire liberi tutti. Nei mesi scorsi 7 autisti in ospedale per Covid-19 in ATB. Non ci si dimentichi di nuovo di noi”.

Autobus e ripresa scolastica, preoccupazione per i limiti di capienza
Cronaca 01 Settembre 2020 ore 15:14

C’è preoccupazione tra i conducenti dei mezzi del trasporto pubblico locale di Bergamo a pochi giorni dalla riapertura delle scuole e alla luce dell’approvazione, ieri, delle “Linee guida” del settore, al termine della Conferenza Unificata del TPL con la Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) Paola De Micheli e il Ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia.

Autobus e scuola, preoccupazione sui limiti di capienza

Tra le misure organizzative previste per il contenimento della diffusione del Covid-19, la novità che desta inquietudine tra i lavoratori è quella che riguarda i limiti di capienza.

“Alla fine, visto il rischio che gli studenti rimanessero senza mezzi di trasporto, è stato approvato un coefficiente di riempimento che può arrivare all’80%, – commenta Aniello Sudrio che per la segreteria della FILT-CGIL di Bergamo – prevedendo una riduzione dei posti in piedi rispetto a quelli seduti. Praticamente è come dire: liberi tutti”.

Autisti malati di Covid

Gli autisti di bus non hanno mai smesso di lavorare, nemmeno durante il lockdown, se pur con orari e servizi ridotti. Le conseguenze si sono fatte sentire.

“In ATB abbiamo saputo, parlando con i colleghi, che 7 conducenti sono finiti in ospedale per Covid-19, e durante la pandemia in questa azienda si è registrato un picco di circa 90 assenze per malattia (generica, sul totale di 270 autisti) – prosegue Sudrio – Anche nelle altre aziende del settore ci sono stati casi. Tra gli autisti c’è rassegnazione: in tutto questo periodo, pur avendo svolto un servizio pubblico essenziale, il loro lavoro non è stato considerato come tale da opinione pubblica e istituzioni. Ora, con la semplice modifica -al rialzo- della capienza dei bus, il ministero sembra abbassare la guardia. Chiediamo almeno che resti lo spazio vuoto accanto alla postazione del conducente, quello delimitato attualmente da una catenella. E chiediamo anche che si continui a provvedere alla fornitura di mascherine e guanti: da febbraio fino ad aprile ne eravamo sprovvisti. Non ci si dimentichi di nuovo di noi. Le nuove decisioni – si dice – si basano su evidenze scientifiche e sulla considerazione dei tempi di permanenza medi dei passeggeri: i conducenti, però, a bordo dei mezzi ci restano un intero turno di lavoro”.

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