Arriva Santa Lucia: e tu cosa le chiederai?

Questa notte è magica non solo per i bambini...

Arriva Santa Lucia: e tu cosa le chiederai?
Treviglio città, 12 Dicembre 2018 ore 18:16

Questa notte arriva Santa Lucia: siete stati davvero bravi? Continuate a inviarci le vostre letterine...

Ma chi è Santa Lucia? La discreta e austera eroina del 13 dicembre, che ancora oggi scalza Babbo Natale dall'Olimpo dei miti invernali di migliaia di bambini bergamaschi?

La tradizione

La tradizione dei regali di Santa Lucia sarebbe nata negli anni Trenta. A Treviglio e nella Bassa occidentale è vissuta come una sorta di "anticipo" sui regali natalizi, quelli "veri" e importanti. Ma in buona parte della Bergamasca così come in diverse province del Nord Italia, è tutt'oggi lei la vera "portatrice di doni", e sorpassa con nonc hallance non solo il commercialissimo Babbo Natale ma anche, quanto a regali, il più importante Gesù bambino, sebbene teologicamente più importante. Figuriamoci la Befana, che un po' ovunque nel Nord Italia è giusto l'occasione per un ultimo "pensierino" prima della fine delle feste, il più delle volte fatto di dolci e caramelle.

Attenti: non la si può guardare

La tradizione come spesso accade varia di paese in paese, e di famiglia in famiglia. In genere, i bimbi scrivono una lettera alla Santa, elencando i regali che vorrebbero ricevere, dichiarando di meritarseli, essendo stati bravi ed obbedienti durante l'anno. Ognuno poi il suo rituale familiare per la vigilia del 13 dicembre. Era uso, ad esempio, che i ragazzi più grandi percorressero le strade suonando un campanello, richiamando i piccoli al loro dovere di andare subito a letto, ad evitare che la santa li veda e li accechi, gettando cenere nei loro occhi. C'è infatti un tassativo divieto: Santa Lucia non si può incontrare. Né la si può guardare in viso, pena la rinuncia ai doni.

La tradizione del cibo

La sera del 12 poi, insieme alla lettera, si lascia poi sulla porta di casa del cibo. Qualcuno offre arance e mandarini, oppure biscotti e vino rosso, oppure acqua, pane e fieno, per l'asinello che trasporta i doni. Nessun passaggio dal camino, nessun appariscente vestito rosso, niente slitte volanti. La Santa è discreta e silenziosa, persino austera. Annunciata soltanto dallo scampanellio degli asinelli, arriva ammantanta di bianco e di luce. Così che il mattino del 13 dicembre, al loro risveglio, i bimbi possano trovare i doni richiesti. Tutti, o qualcuno soltanto a seconda di come si sono comportanti durante l'anno. Un lampante esempio di meritocrazia, insomma, che l'imperscrutabile Santa applica con un giudizio senza appello e senza troppe spiegazioni, com'è giusto che sia.

Ma chi fu in realtà

La tradizione del culto della Santa vergine e martire Lucia è però molto più antica. Vissuta a Siracusa, Lucia sarebbe morta martire sotto la persecuzione di Diocleziano (intorno all'anno 304). Gli atti del suo martirio raccontano di torture atroci inflittele dal prefetto Pascasio, che non voleva piegarsi ai segni straordinari che attraverso di lei Dio stava mostrando. Proprio nelle catacombe di Siracusa, le più estese al mondo dopo quelle di Roma, è stata ritrovata un'epigrafe marmorea del IV secolo che è la testimonianza più antica del culto di Lucia. Una devozione diffusasi molto rapidamente: già nel 384 sant'Orso le dedicava una chiesa a Ravenna, papa Onorio I poco dopo un'altra a Roma. E' considerata per tradizione, la patrona della vista e di tutti coloro che ne soffrono. Di lei esiste anche un apprezzato affresco a Treviglio, all'interno della Basilica. E compare anche nel celeberrimo Polittico di San Martino, riconoscibile per gli occhi riportati su un fuso.