Arriva la Stroke Unit: Neurologia Treviglio in prima linea per superare l’ictus

Arriva la Stroke Unit: Neurologia Treviglio in prima linea per superare l’ictus
Cronaca Treviglio città, 15 Dicembre 2018 ore 09:56

Un reparto totalmente rinnovato che farà diventare l’ospedale di Treviglio uno dei punti di riferimenti nella cura delle malattie neurologiche. Dovrebbero cominciare la prossima primavera, e durare circa  un anno, i lavori di riqualificazione del reparto di Neurologia al sesto piano del nosocomio cittadino.

Arriva la “stroke unit”

Si tratta di opere che faranno diventare Neurologia un vero e proprio fiore all’occhiello della Asst Bergamo Ovest. “Abbiamo fatto un investimento importante, circa 3,1 milioni di euro, concessoci in parte da Regione Lombardia e in parte dal Ministero della Salute” ha spiegato il dottor Fausto Alborghetti, direttore del Dipartimento Fragilità e Presa in Carico, al cui interno c’è la divisione di Neurologia diretta dal dottor Bruno Ferraro. “Questo ci permetterà di realizzare una Stroke Unit, dove vengono curate le criticità, più efficiente di quella attuale e al passo con le moderne tecnologie. Non solo: sarà collegata telematicamente con gli altri istituti che formano la Rete Stroke, tra i quali Bergamo e Brescia”.

Alba e tramonto come all’aperto: l’illuminazione circadiana

Tra le particolarità della futura Stroke Unit va citata l’illuminazione circadiana, ovvero lampade particolari che riprodurranno la luce naturale dall’alba al tramonto. Inoltre, grazie al finanziamento, verrà acquistata una Tac di ultima generazione che verrà data in dotazione al Pronto soccorso. Essa permetterà infatti di stabilire più facilmente se c’è in corso un ictus e il livello di gravità. “Porterà anche un “indotto” alla Radiologia – ha sottolineato Ferraro – perché in questo modo il personale acquisirà le conoscenze tecniche per l’utilizzo di questo macchinario, arricchendo quindi la qualità di quel reparto. Inoltre, ci permetterà di fare parte della cosiddetta “Rete Ictus”, stabilita dal Decreto Ministeriale 70 del 2015”.

Tre fasi per superare l’ictus

Una normativa che, per meglio garantire l’approccio alle problematiche dell’ictus, individua un percorso che prevede tre fasi: fase preospedaliera, fase ospedaliera e fase post ospedaliera. Vengono quindi definiti in questa sede gli standard delle Stroke Unit, ovvero un sistema di strutture dedicate che garantisce l’assistenza efficace ed efficiente a pazienti con ictus cerebrale acuto. E, a tal riguardo, sono previsti due livelli: Trombolisi Sistemica e Trombectomia Meccanica.

Un riferimento

Insomma, la Neurologia di Treviglio diventerà un centro di riferimento nel settore, come del resto lo è giù nel campo delle malattie rare del nervo periferico, di cui è responsabile la dottoressa Marinella Carpo. Un reparto che ha avuto una crescita rilevante, nonostante sia nato solo nel 2010 come  spin off  della Medicina. Il tutto grazie alle sollecitazioni dell’allora primario Ezio Lanza e del compianto Massimiliano Pinotti. Sono loro che per primi hanno spinto per un’area di neurologia, realizzando la prima “Stroke Unit”.

Mortalità dimezzata: “Sono le strutture che fanno la differenza”

“Del resto – ha sottolineato Ferraro – secondo uno studio canadese l’ictus porta alla morte nel 15% dei casi. Se invece è presente la Stroke Unit questa percentuale si dimezza. Vuol dire che sono strutture che fanno la differenza. Da noi ci sono sei posti letto, a cui vanno aggiunti altrettanti a Zingonia e otto a Bergamo. La provincia può quindi contare su venti posti per affrontare le patologie acute come l’ictus. E’ circa la metà di quanto prevedono le linee guida, ma possiamo dire che il nostro territorio è ben coperto”.

Colpite da ictus 4,4 persone su 100

Un fenomeno da non sottovalutare quello delle malattie neurologiche. Le statistiche dicono che il 4,38% della popolazione viene colpito da patologie acute (come l’ictus), mentre il 3,54% soffre di malattie croniche (come l’alzheimer e il parkinson). E, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il 50% della disabilità mondiale è dovuta a malattie del sistema nervoso, mentre in Europa il peso delle malattie neurologiche è pari al 35%, con un costo annuo di 386 miliardi di euro.

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