Anche a Treviglio e Romano via ai nuovi bandi per le case popolari

L'Unione Inquilini Bergamo attacca: "Penalizzate le famiglie più bisognose".

Treviglio città, 04 Novembre 2019 ore 14:14

Anche a Treviglio e Romano con i nuovi bandi per le case popolari si applicano per la prima volta la nuova Legge e il nuovo Regolamento regionale. Ad solo in 6 dei 14 ambiti territoriali in cui sono suddivisi i comuni della Provincia di Bergamo sono stati pubblicati e resi operativi i bandi per l’assegnazione degli alloggi pubblici: Bergamo, Treviglio, Dalmine, Valle Seriana, Seriate, Romano di Lombardia.

Nuovi bandi per le case popolari

Le scadenze per la presentazione delle domande – diverse per ogni ambito – sono piuttosto ravvicinate e per informarsi resta poco tempo. Contro la nuova legge e il relativo regolamento l’Unione Inquilini si è battuta denunciandone l’impostazione di fondo perché discrimina e penalizza soprattutto le famiglie più povere e più svantaggiate nascondendo, a loro avviso, il drammatico problema degli sfratti e dell’emergenza abitativa.

Novità e procedure

Oltre alle regole per l’assegnazione degli alloggi cambiano anche le modalità di presentazione della domanda che dovrà essere effettuata da ciascun richiedente in forma individuale ed esclusivamente online tramite il sito specifico predisposto dalla Regione Lombardia.

“La procedura informatica prevista è alquanto complessa, mentre l’informazione alla cittadinanza sta avvenendo solo attraverso avvisi e siti istituzionali. Ne consegue il rischio – che qui denunciamo con forza – che molte famiglie e persone non siano debitamente informate – sostiene l’Unione Inquilini Bergamo – Ciò è tanto più grave, se si considera che con i nuovi bandi decadono tutte le graduatorie triennali precedenti e le famiglie non ne sono state avvisate. Questa modalità di presentazione della domanda renderà particolarmente problematico l’inserimento della propria richiesta per molti cittadini, in particolare anziani, stranieri, persone svantaggiate: un vero percorso ad ostacoli, studiato dalla Regione Lombardia per escludere proprio le famiglie in maggiore difficoltà”.

Le assegnazioni per emergenza

“La situazione peggiorerà ulteriormente alla fine di quest’anno con l’eliminazione delle assegnazioni per emergenza, che a loro volta verranno per lo più sostituite da contratti temporanei gestiti in modo discrezionale e solo per pochi da parte dei Comuni tramite il mondo cooperativo o altro, prolungando quindi le condizioni di disagio e precarietà abitativa per le persone e famiglie più deboli – proseguono dall’Unione Inquilini – Il numero degli alloggi messi a disposizione per il bando risulta assolutamente irrisorio per non dire vergognoso. Negli ambiti territoriali che hanno finora pubblicato il bando (oltre metà della provincia per popolazione) è stata messa a disposizione in media 1 unità abitativa ogni 3900 abitanti (1 ogni 2450 abitanti nell’ambito di Bergamo; 1 ogni circa 3000 abitanti in quello di Treviglio, 1 ogni 3500 Romano di Lombardia, 1 ogni 4300 Seriate, 1 ogni 6500 in Valle Seriana, 1 ogni 9000 abitanti Dalmine). Basti pensare che solo nel 2018 in Bergamasca c’è stato 1 provvedimento di sfratto ogni 1600 abitanti, mentre le richieste di esecuzione di sfratto sono state 1 ogni 420 abitanti, senza contare gli sgomberi a seguito di espropri conseguenti al mancato pagamento del mutuo da parte delle famiglie, fenomeno questo purtroppo particolarmente diffuso nella nostra provincia”.

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