Cronaca
Romano

Altro che "nuova vita" Kiran è tornato in carcere

Dovrà scontare quattro anni e cinque mesi di detenzione: i reati vanno dalla violenza sessuale e domestica all’estorsione.

Altro che "nuova vita" Kiran è tornato in carcere
Cronaca Romanese, 11 Ottobre 2022 ore 17:40

Dovrà scontare quattro anni e cinque mesi di detenzione: i reati vanno dalla violenza sessuale e domestica all’estorsione. Per l'ex concorrente del Grande Fratello si aprono di nuovo le porte del carcere di Bergamo.

Kiran Maccali di nuovo in carcere

"Il carcere mi ha cambiato, ora sono un bravo ragazzo". Non sono durati molto i buoni intenti che Kiran Maccali, ex concorrente del “Grande Fratello” aveva annunciato in una nostra intervista ad agosto, a pochi giorni dalla sua scarcerazione. Il 36enne è  stato nuovamente portato dai Carabinieri delle Stazione di Romano nel carcere di Bergamo  dove dovrà scontare una pena di quattro anni e cinque mesi. E’ arrivata infatti nei giorni scorsi l’ordinanza del Tribunale che ha definito il cumulo pena nei confronti del romanese di origini indiane per reati di violenza sessuale, violenza domestica ed estorsione. Maccali da qualche mese viveva tra Romano e Milano, in attesa della fine dei procedimenti giudiziari che lo vedevano coinvolto. Una libertà che aveva ridato speranza, fatto nascere nuovi sogni nella mente del 36enne, sogni che però si sono infranti con il ritorno in via Gleno.

Il principe del Grande Fratello

Kiran Maccali durante il Grande Fratello del 2011

Kiran era diventato un personaggio pubblico undici anni fa, nel 2011, quando 25enne entrò nella casa del Grande Fratello, in diretta su Canale 5. Era la 12esima edizione della versione italiana del primo, e più famoso, reality show. In tasca, la speranza di sfondare nel mondo dello spettacolo, lasciandosi alle spalle la quotidianità un po’ grigia e piana, di un ragazzo di origini indiane cresciuto nella campagna di Romano. Ma la breve fama e la vita di eccessi assaporata nel mondo dello spettacolo lo hanno condotto in una spirale autodistruttiva.

I primi guai con la legge

I guai con la giustizia sono iniziati per il 36enne di Romano nell’estate 2017  quando Kiran fu fermato per aggressione nei confronti dei genitori adottivi, dopo che la madre che aveva chiamato il 112 temendo per la propria incolumità. Accuse da cui è stato assolto, poi, in giudizio. Ma per la reazione violenta ai carabinieri accorsi sul posto, era stato condannato in primo grado a otto mesi di reclusione per oltraggio, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e danneggiamento aggravato.

Stalking e violenza sessuale

Mentre era in attesa di giudizio, nel 2018 fu arrestato per molestie e stalking ai danni della sua ex fidanzata, una ragazza bresciana che lo aveva lasciato anche per i continui tradimenti e gli atteggiamenti aggressivi causati dall’abuso di alcol. L’8 marzo 2018, secondo i giudici di Brescia, l’evento più grave. Con la scusa di farle gli auguri per la festa della donna, l’aveva attesa sotto casa per poi cercare di abusare di lei. Il tutto violando anche le misure cautelari a cui era nel frattempo sottoposto: aveva l’obbligo di dimora e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

L’estorsione e il carcere

Le porte della casa circondariale di via Gleno per Kiran Maccali si sono aperte la prima volta nel febbraio del 2020. I carabinieri infatti lo avevano arrestato in flagranza insieme ad un  50enne con il quale poco prima si era reso responsabile di estorsione aggravata ai danni di un impiegato dell’ufficio postale di Romano. I due avevano fatto irruzione nell’ufficio e dopo aver intimorito l’impiegato millantando conoscenze con esponenti della criminalità organizzata calabrese e averlo minacciato con un tirapugni in acciaio, lo avevano costretto a prelevare la somma di 150 euro dallo sportello, facendosela consegnare per poi dileguarsi immediatamente dopo per le vie cittadine, facendo perdere le tracce.

L’arresto

Immediatamente era stato lanciato l'allarme e sul posto sono intervenute tempestivamente due pattuglie dei Carabinieri di Romano. Kiran Maccali poco dopo era stato localizzato all’interno di una gelateria di Covo, e alla vista dei Carabinieri aveva cercato di opporsi all’arresto, strattonando i militari nonché minacciandoli e oltraggiandoli con frasi indecorose. Il 50enne, invece, ormai braccato, era stato rintracciato all’interno della propria abitazione di Romano. La perquisizione aveva permesso di rinvenire parte della somma estorta e il tirapugni utilizzato per minacciare l’impiegato. Kiran Maccali era finito così in carcere per poi uscire nel luglio del 2022 e rientrare ora per scontare la pena di quattro anni e mezzo.

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