Il caso

Altre due settimane in Brasile per i ragazzi dell'oratorio bloccati in missione

Avrebbero dovuto rientrare in Italia oggi, ma l'ordinanza del Ministero della Salute è stata prorogata.

Altre due settimane in Brasile per i ragazzi dell'oratorio bloccati in missione
Cronaca Cremasco, 03 Febbraio 2021 ore 12:41

Altre due settimane. Avrebbero dovuto rientrare in Italia oggi, mercoledì 3 febbraio, i ragazzi dell'oratorio di Pandino che da ormai un mese sono bloccati a Salvador de Bahia, in Brasile, a causa del blocco dei voli imposto prima dall'Italia e poi anche dal Portogallo, per limitare la trasmissione della variante brasiliana del Coronavirus.

Un'altra ordinanza blocca il rientro

I ragazzi, accompagnati dal vicario dell'oratorio, sono in Brasile dal giorno dell'Epifania per visitare una missione. Erano arrivati da poche ore quando l'Italia ha bloccato per la prima volta i voli di rientro dal paese carioca.

"Nell’attesa, ovviamente, sono stati presi contatti con la compagnia aerea per riprogrammare il volo su di una data successiva al 31 gennaio (data di scadenza dell’ordinanza del nostro Ministero della Salute) ottenendo sei posti sul volo TAP Salvador – Milano Malpensa (via Lisbona) del 3 febbraio (rientro in Italia il giorno successivo) - spiegano i ragazzi sul canale Telegram dedicato al viaggio - Nel frattempo è comparso un provvedimento del Ministero dell’Interno del Governo Portoghese che ha interdetto tutti i voli dal Brasile fino al 14 febbraio 2021. Nel giro di poche ore anche altri paesi europei oltre al Portogallo hanno interdetto i voli dal Brasile con provvedimenti analoghi. Infine sabato 30 gennaio il Ministero della Salute del Governo Italiano ha prorogato la validità dell’ordinanza che chiude lo spazio aereo con il Brasile fino al 14 febbraio".

Fino al 14 febbraio voli fermi

Insomma, bisognerà aspettare almeno San Valentino, probabilmente. In ogni caso, i ragazzi stanno bene.

"Il gruppo ancora una volta non si è perso d’animo e nonostante la fatica di vedere sfumare di giorno in giorno la possibilità di rientare nelle proprie case così come ai propri impegni ed occupazioni nei tempi stabiliti, ha preso ulteriori contatti con il Consolato d’Italia a Recife da cui dipende tutto il nord-est brasiliano e quindi anche lo stato di Bahia - continuano - Con grande professionalità e disponibilità i funzionari del Consolato e dell’Ambasciata d’Italia a Brasilia hanno fatto un capillare lavoro di censimento di tutti gli italiani presenti nel paese verde-oro e questa mattina, con una comunicazione ufficiale da parte dell’Ambasciata, il gruppo è stato informato che tutte le informazioni richieste e gli elementi raccolti sono serviti per la realizzazione di un’articolata mappatura complessiva delle presenze temporanee in Brasile, i cui principali elementi aggregati sono stati già trasmessi, per le valutazioni di competenza, al Ministero della Salute a Roma".

"Siamo partiti con la consapevolezza – scrive don Andrea in una lettera inviata qualche giorno fa al Ministero degli Esteri ed alle sedi diplomatiche italiane in Brasile – che il nostro aiuto alla popolazione locale potesse avere priorità rispetto ad interessi personali, rassicurati anche dal fatto che le condizioni pandemiche nella Bahia (così come ribadito più volte dai nostri confratelli sul posto e come potuto sperimentare anche da noi in questi giorni) garantissero sufficienti margini di sicurezza. Di questo siamo tuttora convinti".

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