All’asilo Bietti basta grembiule, si guarda al futuro

Il bambino al centro del nuovo progetto formativo alla scuola dell'Infanzia di Fornovo: laboratori esperienziali per stimolare le intelligenze multiple.

All’asilo Bietti basta grembiule, si guarda al futuro
Cronaca Treviglio città, 02 Novembre 2019 ore 15:00

Un’offerta pedagogica innovativa all’asilo Bietti di Fornovo San Giovanni. La storica scuola paritaria dopo 116 anni si proietta al futuro e tra le novità l’addio al grembiule in aula. “I bambini lo indossano solo per quelle attività in cui ci si sporca. Così educhiamo alla diversità stimolando il bambino a includerla nella propria vita”.

L’asilo Bietti ha un nuovo progetto formativo

Asilo Bietti
La coordinatrice didattica Eloina Morlotti, a sinistra, e Virginia Recanati, presidente del Cda della Fondazione “Don Arturo Bietti”

Tradizione e innovazione si fondono in un progetto formativa, educativo e padagogico del tutto nuovo per l’asilo Bietti di Fornovo. La scuola, con l’apertura del Micronido per i bambini dal 3 mesi ai 3 anni, di fatto, è diventata un vero e proprio Polo dell’Infanzia 0-6 anni. Il cambio di rotta è stato condiviso tra il Consiglio di amministrazione della Fondazione che gestisce il Bietti, il collegio docenti e i genitori dei bambini che frequentano la storica scuola paritaria di via Bietti 2. Si tratta di un progetto formativo nuovo, avviato da settembre e presentato martedì sera in un’assemblea pubblica ai genitori dalla presidente della Fondazione Virginia Recanati e dalla coordinatrice del collegio docente della scuola, la dottoressa Eloina Morlotti che da fine agosto lavora alla scuola di Fornovo.

Grembiule addio per educare alla diversità

La prima novità a saltare all’occhio è la scelta, anche questa condivisa, di far togliere il grembiule ai bambini. “Il grembiule c’è ancora, ma lo usiamo solo quando ci sono attività in cui ci si sporca – ha spiegato Morlotti -. La decisione di non farlo indossare sempre tocca l’aspetto di educare alla diversità, stimolando il bambino a includerla nella propria vita. Ciascuno di noi è diverso da un altro, sia per l’aspetto fisico, che per capacità personali, attitudini e non solo culturalmente”. L’idea formativa vede il bambino al centro del progetto. “Non in forma passiva, però, ma lavorando sulle capacità che il bambino porta con se dall’esterno e che gli vengono da esperienze vissute – ha proseguito la docente -. L’approccio formativo si basa sulla teoria delle intelligenze multiple sviluppata dall’accademico americano Howard Gardner secondo la quale non esiste una facoltà comune di intelligenza, bensì diverse forme di essa, ognuna indipendente dalle altre”.

Laboratori esperienziali

Il lavoro dei docenti punta a stimolare nel bambino ciascuna di queste intelligenze: linguistica, logico-matematica, musicale, visuo-spaziale, corporeo-cinestetica, naturalistica, interpersonale e intrapersonale. “Il lavoro si svolge, in parte in maniera tradizionale, in parte innovativa: al mattino gli alunni lavorano nelle sezioni – ha spiegato ancora Morlotti – Al pomeriggio piccoli e mezzani vengono coinvolti in laboratori di proto-scienza, i grandi in laboratori scientifici per aiutarli a sviluppare il processo di rielaborazione concatenando la conoscenza dei diversi tipi di intelligenza”. Un lavoro integrato che coinvolge anche gli utenti del Micronido.

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