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Capralba

Alla RSA Guerreschi nessun caso di Covid

Un primato lombardo che dimostra come le precauzioni abbiano fatto la differenza nel contrasto all’epidemia che sta facendo strage in altre strutture.

Alla RSA Guerreschi nessun caso di Covid
Cronaca Cremasco, 20 Aprile 2020 ore 14:00

Nella casa di riposo di Capralba, la “Guerreschi”, non è stato registrato alcun caso di Covid-19.

Prevenzione efficace

Mentre l’inchiesta sul “Pio Albergo Trivulzio” si allarga a tante altre RSA lombarde, nel Cremasco si registra un primato non indifferente nella lotta contro il Coronavirus. Non è il caso di parlare di miracolo o fortuna, bisogna dirlo, alla “Guerreschi” le cose sono state fatte bene. Quando ancora le tv parlavano dell’epidemia cinese nella città di Wuhan, personale e medici si organizzavano per mettere in sicurezza lavoratori, ospiti e struttura, allo scopo di scongiurare il timore di uno scenario simile a quello asiatico. Il 10 febbraio, quando è stata registrata l’impennata di polmoniti nella zona, i vertici hanno deciso di isolare i 40 ospiti della struttura, ben prima quindi della scoperta del paziente codognese affetto da Covid-19, primo caso italiano.

Struttura blindata

Due mesi fa la struttura è stata parzialmente chiusa agli esterni e, nonostante nelle settimane a venire si siano comunque verificate delle polmoniti, tutti gli ospiti sono guariti. Nessuno di loro è dovuto ricorrere alle cure del Pronto soccorso. La ricetta è stata semplice: la Rsa ha acquistato i dispositivi di protezione individuale necessari e preso contatti con tutti i parenti degli ospiti, chiedendo loro di ridurre al minimo le visite. Il personale, circa 25 persone, ha da subito indossato mascherine e guanti, disinfettato mani e superfici e predisposto l’isolamento precauzionale dei casi dubbi.Precauzioni che sulle prime potevano sembrare eccessive, ma che alla fine hanno dato i loro frutti.

Primato lombardo

Si potevano blindare con anticipo anche le altre Rsa? Questa è la domanda che sicuramente ora attanaglia chiunque abbia a che fare con l’emergenza sanitaria in corso, ma che forse è troppo tardi per porsi. Mentre al “Pio Albergo Trivulzio” sono morte dall’inizio dell’epidemia 150 persone su 1200, una percentuale di oltre il 25% superiore agli scorsi anni, a Capralba non è deceduto nessuno e questa è una notizia incoraggiante per la sanità, che nei prossimi anni dovrà cambiare regime se vorrà stare al passo con le sfide del futuro.

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