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Il punto da Bergamo

Al Papa Giovanni 126 ricoveri, grave anche un bimbo di pochi giorni. Dimessi i primi quattro guariti

La fascia d'età più colpita è tra i 50 e i 75 anni. In Terapia intensiva anche due 35enni.

Al Papa Giovanni 126 ricoveri, grave anche un bimbo di pochi giorni. Dimessi i primi quattro guariti
Cronaca Bergamo e hinterland, 03 Marzo 2020 ore 18:00

Al Papa Giovanni 126 ricoveri, grave anche un bimbo di un anno. L’ospedale è sotto pressione, ma regge grazie alla task force in azione da sabato 22 febbraio. E aumentano anche le guarigioni.

A Bergamo 126 ricoverati

Sono 126 i pazienti affetti da Coronavirus ad oggi (martedì 3 marzo) ricoverati all’ospedale Papa Giovanni. Le persone maggiormente colpite dalla malattia e ricoverate in terapia intensiva risultano essere quelle di età compresa tra i 50 e i 75 anni. Sono alcuni dei dati che l’Asst Papa Giovanni XXIII ha fornito nel corso di una conferenza stampa indetta per fare il punto sull’organizzazione messa in atto per fronteggiare l’emergenza sanitaria relativa ai contagi da Covid-19. All’interno della struttura sanitaria, infatti, è stata fin da subito attivata un’unità di crisi, attiva 24 ore al giorno.

«Il Papa Giovanni è stato individuato già prima che si sviluppasse e si diffondesse il virus come ospedale di riferimento a livello lombardo perché ospita un reparto di malattie infettive ed è dotato di uno dei più grandi reparti di terapia intensiva – ha spiegato il direttore sanitario Fabio Pezzoli -. Siamo sotto pressione ma l’organizzazione sta reagendo positivamente. Voglio ringraziare per la disponibilità e professionalità non solo l’intero personale sanitario, ma anche gli amministrativi e i tecnici che si stanno adoperando per rifornirci degli approvvigionamenti necessari. Ringrazio anche la Regione, con cui siamo quotidianamente in contatto e le altre strutture ospedaliere provinciali e lombarde con cui stiamo collaborando».

Task force in azione 24h

«Effettuiamo riunioni quotidiane per pianificazione le attività e la gestione dei pazienti – hanno proseguito Stefano Fagiuoli, direttore del dipartimento di medicina, e Simonetta Cesa, direttore della direzione professioni sanitarie e sociali -. Siamo da subito intervenuti per garantire la sicurezza degli operatori e dei pazienti. Abbiamo dovuto ripensare in toto l’organizzazione dei reparti. All’interno dell’ospedale sono stati riconvertiti diversi settori ed è stato riallocato il personale sanitario che si sta dedicando alla cura dei soggetti positivi. Inoltre, abbiamo istituito un’area dedicata ai pazienti in attesa di ricevere i risultati del tampone, attivato un numero crescente di posti nelle unità di rianimazione e una ulteriore unità di terapia sub-intensiva da 12 posti».

Bimbo di un anno in Terapia intensiva

Sono circa mille i posti letto totali a disposizione dell’ospedale. «Non abbiamo aumentato il numero dei letti – hanno specificato -. Abbiamo però liberato alcuni reparti, soprattutto di chirurgia, e liberato delle aree della terapia intensiva». Tra i pazienti ricoverati in prognosi riservata anche due giovani di 35 anni, oltre a un anziano di 81 anni.

Sono stazionarie le condizioni del bimbo di venti giorni ricoverato al Papa Giovanni XXIII. E’ sotto osservazione, ma respira autonomamente.

«I bimbi contagiati da Coronavirus sono rarissimi – rassicurano i sanitari – e hanno soprattutto maggiori possibilità di guarigione rispetto agli anziani. I loro polmoni, infatti, hanno una migliore capacità di recupero».

Dimessi i primi quattro pazienti

«Ad oggi sono stati dimessi i primi quattro pazienti contagiati dal Covid-19, ricoverati una decina di giorni fa – ha evidenziato Luca Lorini, direttore del dipartimento di emergenza urgenza e area critica -. Abbiamo allestito 25 posti nella terapia intensiva e ulteriori 12 posti in sub-intensiva, quindi siamo in grado di curare 37 pazienti gravi che, dopo aver contratto l’infezione, non riescono a respirare e ossigenare il sangue. Se curata in modo tempestivo, una grande fetta dei pazienti guarisce. Siamo anche forniti di 30 sistemi di Cpap (macchinari utilizzati per la respirazione assistita) e di 60 ventilatori con cui possiamo assistere un centinaio di persone in ventilazione controllata».

Attualmente, sono 250 i casi accertati in Bergamasca che, con ogni probabilità, «saliranno intorno ai 300 alla fine della giornata – ha sottolineato Marco Rizzi, direttore del reparto di malattie infettive dell’ospedale Papa Giovanni XXIII -. Oltre ai pazienti ricoverati nella nostra struttura, ulteriori 26 si trovano all’ospedale di San Giovanni Bianco».

Seriate, centro per il Coronavirus

Per quanto riguarda l’ospedale di Seriate, individuato dalle autorità regionali come centro di cura per il Coronavirus i medici del Papa Giovanni hanno fatto sapere che «c’è stata stamattina un’interlocuzione con i colleghi del Bolognini. Ci preme avviare in tempi brevi il trasferimento dei pazienti nelle sedi più opportune in cui possono essere curati al meglio, si tratta di un aspetto fondamentale per vincere questa partita. Abbiamo anche dato la disponibilità a fornire un supporto in questo percorso di riorganizzazione che speriamo si possa attivare già nelle prossime ore».

Attivo il laboratorio di microbiologia

Inoltre, il laboratorio di microbiologia e virologia eseguirà i test diagnostici per la ricerca del Covid-19, come altri 11 centri lombardi che la Regione ha aggiunto ai centri di riferimento già individuati (San Matteo di Pavia, Virologia dell’Università di Milano e Ospedale “Sacco” di Milano). Questo consentirà di ridurre i tempi di risposta e definire se i casi sospetti siano effettivamente positivi o meno. «Oggi abbiamo ricevuto 250 tamponi, anche da altri ospedali – ha commentato Claudio Farina, direttore microbiologia e virologia –. E’ necessario dare risposte in tempi brevi. A seconda delle tecnologie utilizzate riusciamo a fornire gli esiti nel giro di qualche ora».

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