Cronaca
Caravaggio

Addio a Valeria Moretti, una delle decane della città: aveva 101 anni

Si è spenta all'ospedale di Treviglio e lunedì sono stati celebrati i funerali.

Addio a Valeria Moretti, una delle decane della città: aveva 101 anni
Cronaca Gera d'Adda, 13 Gennaio 2023 ore 15:08

Dalla Toscana a Caravaggio, vedova a soli 35 anni e con tre figli. Era arrivata negli anni Sessanta Valeria Moretti, e non capiva una parola di bergamasco ma poi la città l’ha adottata e oggi la piange come una delle cittadine più longeve, si è spenta infatti a 101 anni.

Valeria Moretti caravaggina d'adozione

Una vita non facile quella dell’ultracentenaria, perché oltre ad aver vissuto la tragedia della Seconda Guerra Mondiale, si è ritrovata presto giovane donna sola e ha dovuto emigrare dalla Toscana.

"Mia madre era originaria di San Giustino Val d’Arno, in provincia di Arezzo, ma la famiglia si era trasferita prima in Brasile, dov’erano nate due sorelle, per poi insediarsi definitivamente a Livorno - ha spiegato la figlia Daniela - Mi raccontava che quando viveva in Sud America non le mancava nulla e al ritorno in Italia aveva trovato la guerra e la fame, ricordava quando era costretta a scappare nei boschi per sfuggire ai bombardamenti. Una volta cresciuta si è sposata ma mio padre purtroppo morì presto a causa di un tumore e lei rimase vedova a 35 anni. Io avevo solo nove mesi, per fortuna c’erano i miei nonni... La sorella della mamma però viveva già qui con il marito, era venuta a lavorare alla “Balzaretti”, e più tardi si spostò a Caravaggio anche mio fratello maggiore. A quel punto siamo venuti qui tutti, nel 1963, quando io avevo sette anni, compreso il nonno".

"Non capiva una parola di bergamasco"

Cambiare regione non è stata una passeggiata, ed è servito tempo per ambientarsi.

"I primi tempi sono stati duri, anche dal punto di vista emotivo, ma ce l’abbiamo fatta - ha continuato la figlia - quando siamo arrivati tutti parlavano solo in dialetto e la mamma ha fatto fatica: poi, quando hanno capito che non lo conosceva, con lei usavano l’italiano. Io a scuola ricordo che all’intervallo i giochi erano tutti in bergamasco e così ho imparato presto a capirlo, anche se non riesco ancora a parlarlo".

Valeria però non si è persa d’animo e ha affrontato la nuova vita con carattere, lunedì sono stati celebrati i funerali e il feretro è stato tumulato nel cimitero cittadino.

Leggi tutta l'intervista sul Giornale di Treviglio in edicola 

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