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Addio a Maria, la decana del paese spentasi a 104 anni

Arcene piange la "sua nonna", memoria storica della guerra.

Addio a Maria, la decana del paese spentasi a 104 anni
Treviglio città, 23 Ottobre 2018 ore 13:51

Addio a Maria Scotti, che con i suoi 104 anni era la persona più anziana di Arcene.

Si è spenta la decana del paese

Maria Scotti si è spenta nella notte tra sabato e domenica, ma fino all'ultimo è sempre rimasta lucida. Una donna con un carattere forte, è riuscita a superare i momenti più difficili della vita, dalla guerra alla morte del marito sul fronte russo. Di famiglia contadina, è nata nella Cascina Nuova e ha lavorato nella filanda.

I tempi della guerra

A ricordarla con affetto sono i nipoti, Pietro e Miriam. "La nonna è nata 10 giorni dopo l'attentato all'arciduca Ferdinando - racconta Pietro - e 20 giorni prima dello scoppio effettivo della guerra. Ci raccontava spesso delle vicende che ha affrontato in quei tempi. In particolare di quando due tedeschi erano entrati in casa sua cercando il marito Pietro. Lei si era molto spaventata ma aveva detto la verità, ossia che era andato in guerra. Un altro episodio è stato quella della consegna dei pacchi dono per le famiglie in tempo di guerra: i fascisti non volevano consegnare nulla alla nonna perché il marito non era iscritto al partito. Lei, senza peli sulla lingua, ha risposto che lui era andato a fare la guerra anche per loro che erano imboscati qui in paese".

Marito caduto sul fronte russo

Il destino ha però voluto che il marito morisse in Russia, partito dopo 14 giorni dal matrimonio, senza mai aver conosciuto la figlia Vittoria. "Il nonno è partito per l'addestramento - continua Pietro - e poi per il fronte nella divisione Sforzesca. Si sono rivisti sei mesi dopo per un breve permesso di 48 ore e poi più nulla. Si dice che mio nonno e suo fratello si siano incontrati al fronte e che il nonno gli abbia detto di prendersi cura della famiglia nel caso lui non fosse più tornato. E così ha fatto. Nel 1961 la nonna ha sposato il fratello che è stato come un padre o anche meglio".

La rusticità contadina in persona

Maria ha sempre avuto un carattere molto forte, sapeva farsi valere. "Lei diceva sempre - racconta il nipote - di non farci mai mettere i piedi in testa. E lei ha vissuto proprio così. Forse è per questo che è riuscita a vivere così a lungo nonostante il dolore delle situazioni, lei è riuscita a superarle e andare avanti. Aveva un carattere molto forte, direi che incarnava quella rusticità contadina che sa essere severa ma allo stesso tempo sempre presente al momento del bisogno. Inoltre sapeva essere molto spiritosa e simpatica, come ci hanno ricordato le tante persone che sono venute a farle visita e di cui siamo rimasti piacevolmente sorpresi".

La vita in cascina

Maria ha vissuto la sua giovinezza nella corte della Cascina Nuova, una volta abitata da tante famiglie. "In questi giorni - continua Pietro - sono venuti a farci visita i figli di chi ha vissuto nella cascina. E' stata l'occasione di riparlare di quella vita, quei momenti e della nonna che si prendeva cura dei figli delle altre famiglie. Ha lavorato come contadina e poi nella filanda perché c'era bisogno di denaro".

Lucida e autonoma

Maria è rimasta lucida fino a pochi giorni prima di spegnersi. Fino a 90 anni andava a messa e poi a fare la spesa con le sue gambe, questo prima di rompersi il femore. In chiesa era il punto di riferimento durante le orazioni e il rosario. Inoltre, ricordano i nipoti, Maria era sempre attenta e curiosa verso le novità e non lesinava a chiedere informazioni. I funerali saranno oggi alle 14.30. Condoglianze anche da parte del centro anziani: "Voglio esprimere le mie condoglianze alla famiglia - ha detto la presidente Maria Luisa Rozzoni - sia mie personali sia da tutti i soci della cooperativa".

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