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Abbattimento Torri, i residenti “l’ennesima beffa nei nostri confronti”

La rabbia di chi si vede portar via la propria casa: "Siamo sotto ricatto"

Abbattimento Torri, i residenti “l’ennesima beffa nei nostri confronti”
Treviglio città, 22 Novembre 2017 ore 06:48

Ennesimo incontro ieri sera in Regione in vista dell’abbattimento Torri di Zingonia di Ciserano. Ma i residenti regolari non si sono detti soddisfatti della proposta ricevuta da Regione e Aler.

Abbattimento torri, chi sono i regolari?

La proposta avanzata ieri da Regione Lombardia e Aler è stata riservata a solo 4 famiglie tra i regolari residenti nelle torri. Quelli, per intenderci, che detengono la piena proprietà degli appartamenti o che stanno pagando regolarmente il mutuo. Sono rimasti in pochi e sembrano irriducibili sulle proprie posizioni. Hanno acquistato una casa anni fa, l’hanno pagata e non intendono rinunciare al proprio diritto di proprietà. “Avevamo comprato casa per lasciarla ai figli. – spiegano – Cosa dovremmo lasciare loro ora? Un contratto di affitto con Aler? Abbiamo una casa. Ce la tolgono per abbattere i palazzi? Ci devono dare un’altra casa. Il degrado non l’abbiamo creato noi e non intendiamo pagare per qualcosa che non è colpa nostra”.

 

L’idea iniziale: una casa Aler in affitto

Secondo il progetto stilato da Regione Lombardia i residenti regolari si sarebbero dovuti trasferire in affitto in una casa Aler a fronte di un indennizzo di circa 90 euro al metro quadrato. Soluzione contro la quale i proprietari stanno protestando da tempo. Vogliono una casa di proprietà, nè più nè meno di quello che hanno ora. Così ieri sera è arrivata l’ultima proposta.

La proposta a chi sta pagando il mutuo

Tra le 4 famiglie che Regione ha scelto di contattare in separata sede rispetto agli altri residenti due detengono la piena proprietà del loro immobile e due stanno pagando regolarmente il mutuo alla banca. Per questi ultimi Regione ha proposto l’estinzione del mutuo e l’affitto in una casa Aler con un contratto di 2 anni+ 2 rinnovabile. Non avranno però nessun indennizzo.

La soluzione per i proprietari a pieno titolo

Per i proprietari a pieno titolo il discorso è diverso. A questi è stato proposto di trasferirsi nelle vicine torri di via Oleandri, a Zingonia di Verdellino. “Entrambe le famiglie, per motivi di salute o di lavoro – ha detto Bagini – hanno chiesto di non spostarsi troppo rispetto a dove stanno ora. Per questo abbiamo pensato alle Quattro Torri”. I proprietari avrebbero dunque un’altra casa di proprietà, ma non certo gratuitamente. Dovrebbero infatti versare ad Aler la differenza tra il costo dell’appartamento acquistato all’asta a Verdellino e l’indennizzo ricevuto per la cessione del proprio appartamento a Ciserano. In più si dovrebbero accollare il costo dei lavori di ristrutturazione degli appartamenti che andrebbero ad acquistare.

Botta e risposta tra sindaco e Comitato

“La proposta di Regione Lombardia – ha detto il Comitato Residenti – è semplicemente assurda. Regione non verserà un solo euro in più rispetto agli indennizzi già stanziati. Parliamo di circa 6mila euro ad appartamento. A queste persone è stato proposto di acquistare una casa all’asta in un altro contesto non certo tranquillo. In più dovrebbero sborsare comunque dei soldi”. “Non è detto che la differenza tra il prezzo dell’appartamento all’asta e quella degli indennizzi sia per forza svantaggiosa – ha replicato Bagini – Abbiamo voluto inserire una clausola di questo tipo proprio perché non vogliamo guadagnare nulla sull’operazione. Se la casa costasse meno dell’indennizzo la differenza non la intascheremmo noi ma verrebbe data ai proprietari. Per quanto riguarda i lavori di sistemazione, chiunque entri in una casa se ne accolla il costo”.

La rinuncia al ricorso

La cosa che però ha fatto urlare il Comitato Residenti al ricatto è stata la clausola imposta da Regione Lombardia per quanto riguarda gli indennizzi. Se i proprietari accetteranno questa soluzione non potranno più fare ricorso sull’indennizzo ricevuto. Si tratterebbe infatti di un accordo bonario che prevede l’accettazione delle condizioni proposte. “E’ una questione tecnica – ha detto il sindaco – se qualcuno facesse ricorso e ottenesse dei soldi in più rispetto a quelli stanziati anche gli istituti di credito potrebbero avanzare delle rivendicazioni. La banca rinuncia alla sua parte ma il residente deve rinunciare a fare ricorso”.

I fondi stanziati e mai spesi per le acquisizioni

Intanto i residenti continuano a chiedersi che fine abbiano fatto i fondi stanziatper le acquisizioni. Dai documenti ufficiali del collegio di vigilanza le cifre sono chiare. Il contributo regionale stanziato per l’acquisizione di tutti gli appartamenti e i negozi nelle 6 torri Anna e Athena era di 4milioni e 300mila euro. Nel marzo del 2015, data a cui risale il documento, ne erano stati spesi in tutto 572mila e 630 euro per le acquisizioni, da aste o con accordi bonari. Poco più di 40mila euro sono stati impiagati per piccole spese, notai, perizie e visure catastali. Al 31 marzo del 2015 avanzavano dunque 3milioni 685 mila e 607 euro. “Se quei fondi sono stati stanziati per le acquisizioni – chiedono i Residenti – perché non ci danno quello che ci spetta e procedono con l’abbattimento torri?” Una domanda che, per ora, non sembra aver ricevuto alcuna risposta.