"Dalla Russia con amore"

A Cologno e Calcio l’esercito russo per sanificare le Rsa FOTO VIDEO

I convogli dei militari russi non sono passati inosservati: dopo Palosco altre due case di riposo sanificate insieme agli uomini dell'Esercito Italiano.

Media pianura, 06 Aprile 2020 ore 15:20

 

I convogli dell’esercito russo non sono passati inosservati mentre sfilavano per le vie di Cologno e Calcio dirette alle Rsa per la sanificazione. Scene che negli ultimi giorni si erano già viste in diversi paesi della provincia di Bergamo, tra questi, proprio ieri anche a Palosco.

L’esercito russo per sanificare le Rsa

Sui mezzi campeggia un messaggio “Dalla Russia con amore” e, anche se le polemiche non mancano, la presenza dell’esercito russo inviato da Putin per sostenere l’Italia nella lotta al Covid-19 è stata accolta con gratitudine da chi si trova da settimane in prima linea. Gli stessi medici dell’esercito russo, infatti, affiancheranno il personale del Papa Giovanni XXIII e i professionisti di Emergency nella gestione dell’ospedale da campo di Bergamo Fiera.

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A loro è stata affidata già da qualche giorno la sanificazione completa delle Rsa dove si è registrato un numero esorbitante di decessi. E’ lì, tra le mura delle case di riposo bergamasche (ma sta accadendo in tutta Italia) che si è consumata una strage silenziosa tra pazienti, ospiti e personale infettato da Coronavirus.

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Per questo anche alla casa di riposo Fondazione Vaglietti di Cologno e alla Fondazione Don Carlo Zanoncello di Calcio è stato programmato l’intervento di sanificazione affidato ai russi affiancati dagli uomini dell’Esercito Italiano.

“Stamattina l’Esercito Italiano in collaborazione con i militari russi hanno provveduto a sanificare la nostra Rsa – ha comunicato il sindaco di Calcio Elena Comendulli – Auspicando che questa sia una delle tappe per portarci alla risoluzione di questo immane problema, mi congratulo con chi in vari modi, cerca di sostenere il lavoro fatto dagli operatori, quindi il mio doveroso grazie ai giovani militari italiani e russi, ma anche e soprattutto ai medici, al personale infermieristico e non, che hanno operato sempre con grande professionalità”.

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