9Coop: un progetto infermieristico contro le liste d'attesa

Una struttura sanitaria gestita esclusivamente da infermieri.

9Coop: un progetto infermieristico contro le liste d'attesa
Treviglio città, 27 Settembre 2019 ore 11:48

Una struttura sanitaria gestita esclusivamente da infermieri. E che fa della specializzazione e dell'esperienza il suo punto di forza. Una realtà tutta da raccontare quella di «9Coop», centro infermieristico e polispecialistico che da qualche anno ormai è un punto di riferimento della sanità locale a Romano e nella Bassa orientale.

9Coop: l'intuizione di nove infermieri

Nata dall'intuizione di nove infermieri ormai tredici anni fa, oggi quel «9» che ha portato fortuna continua a vivere nel nome della cooperativa. Una realtà che nel frattempo è cresciuta e di numeri ne ha raggiunti di decisamente importanti. Quattrocentocinquanta, ad esempio, sono i metri quadrati dell'ampia sede di via Balilla a Romano. Otto, gli ambulatori che vi trovano posto insieme a uno studio psicoterapeutico. All'interno del centro prestano servizio più di trenta medici, tutti provenienti da strutture di altissima specializzazione. E insieme a loro collaborano circa una sessantina di infermieri, anche loro altamente qualificati, che 9Coop seleziona, forma e destina su richiesta ad alcune delle realtà sanitarie più importanti della Regione. Anno dopo anno, il bacino di utenza si allarga sempre più. Alla vigilia del terzo compleanno festeggiato da quando la coop si è stabilita a Romano nel 2016 abbiamo fatto quattro chiacchiere con il suo fondatore e maggior ispiratore: Gianluca Solitro, guida di «9Coop» nonché presidente dell'Ordine degli infermieri di Bergamo. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con lui.

A sinistra Gianluca Solitro, 42 anni, di Morengo, è presidente di «9Coop» nonché presidente dell'Ordine degli infermieri di Bergamo. Ha fondato la cooperativa infermieristica di via Balilla insieme a Luigi Barcella e ad altri sette professionisti della sanità nel 2006. Oggi «9Coop» conta quasi 138 collaboratori ed eroga circa 5000 prestazioni sanitarie all’anno. A destra Luigi Barcella, di Grassobbio, 56 anni. E’ il vicepresidente di «9Coop» e cofondatore della cooperativa. Infermiere strumentista di sala operatoria di grandissima esperienza, è uno dei tutor che si occupano soprattutto delle «giovani leve» in forze a 9Coop

L'intervista a Gianluca Solitro

Come è nato questo progetto?

«9Coop» è una cooperativa nata nel 2006 grazie a un'idea condivisa con nove infermieri, in particolare da me e da Luigi Barcella, cofondatori e soci storici del progetto. Ognuno di noi era specializzato in un ramo differente dello stesso settore. Il nostro progetto prevedeva la realizzazione di una cooperativa che grazie all'unione di capacità e competenze diverse potesse rivolgersi ad un'ampia platea di utenti, così da poter garantire il migliore e più completo servizio. Nel giro di dieci anni siamo riusciti ad aprire l'attuale sede di Romano, dove è stato realizzato anche il poliambulatorio. In questo modo garantiamo assistenza medica e infermieristica, con un pacchetto veramente completo. Da nove infermieri è nato tutto. Ecco perché alla fine abbiamo voluto chiamarci in questo modo. Per richiamare le nostre origini, e quell'idea di cooperazione che non ci ha mai abbandonato.

Quali sono le attività del poliambulatorio?

Grazie ai «nostri» esperti riusciamo a fornire assistenza in tutti i campi, come in una struttura ospedaliera.
Da noi è presente ad esempio un punto prelievi convenzionato Synlab, ma al tempo stesso si svolge attività ambulatoriale infermieristica e medica. Dalla ginecologia, arriviamo fino alla psichiatria, alla medicina dello sport, all'allergologia.
La nostra idea è quella di accompagnare il paziente prima, durante e dopo la terapia. Chi si rivolge a noi può avere una visita in tutti gli ambiti della medicina, oppure consulenza per visite esterne. Idem le terapie, con i nostri ambulatori. Se però i nostri esperti dovessero trovare problematiche che richiedono competenze differenti rispetto alla nostre, possiamo indirizzare il paziente verso centri specializzati. Il tutto in poco tempo e sotto la nostra supervisione.

Perché avete deciso di aprire il vostro centro a Romano?

Abbiamo deciso di investire sul territorio in cui viviamo e che meglio conosciamo. Romano ci sembrava il luogo ideale. E' infatti una città che si trova esattamente a metà tra Milano e Brescia, comodamente raggiungibili grazie a Brebemi, vicinissima inoltre al capoluogo orobico. Nonostante ci siano diversi competitor sul territorio, abbiamo capito che nella nostra zona mancava un servizio come quello che offriamo. Abbiamo quindi capito che era necessario spendere risorse in questo progetto per il bene della collettività. «Una persona che ha cura di un'altra rappresenta il più grande valore nella vita» diceva Jim Rohn. Una frase che è diventata il nostro motto.

Qual è il vostro punto di forza?

Sicuramente il nostro cavallo di battaglia è che siamo tutti esperti professionisti del settore sanitario. Siamo una struttura sanitaria gestita interamente da sanitari. Insomma, parliamo tutti la stessa lingua. Tra medici, infermieri e operatori Oss siamo circa 138 persone all'interno delle strutture ospedaliere in appalto, e nel nostro centro. Oltre a questi ci sono tre amministrativi. Per il resto si tratta di professionisti sanitari di altissimo livello. Non solo: dal punto di vista del paziente è importante anche il costo del servizio, poiché siamo una cooperativa, e riusciamo a offrire prestazioni a prezzi calmierati in tempo veramente rapidi, rispetto a quelli che siamo abituati in altri contesti sanitari. Il nostro centro è rinomato in particolare per la ginecologia. Tra i servizi di punta c’è il monitoraggio delle gravidanze, grazie a indagini prenatali come B-test e i test genetici (panorama, neoBona, sequenom, in collaborazione con Synlab). Ma non solo. Il fatto che investiamo sempre sui macchinari di ultima generazione ci permette di avere standard veramente alti.

Nascete sulla scorta di un'esigenza: offrire un'alternativa ai lunghi tempi d'attesa...

Il sistema sanitario nazionale purtroppo è veramente in difficoltà. Il fatto di offrire un'alternativa al cittadino sul territorio è sicuramente un vantaggio: se oltre ai tempi d'attesa lunghi c'è anche il doversi spostare, un'alternativa in libera professione garantisce a tutti la possibilità di curarsi, ma con professionisti di un ottimo livello e a costi calmierati.

E il mercato risponde? Come vanno i numeri?

In questi anni abbiamo assistito ad una crescita che ci lascia ben sperare. Le visite annue sono passate da 1600, registrate nell'anno di apertura, alle 2500 nei primi mesi di quest’anno. L'obiettivo del 2019 è di arrivare a 5000 prestazioni effettuate.
Questo per quanto riguarda solo il poliambulatorio. Anche per la cooperativa infermieristica si parla tuttavia di un Bilancio estremamente positivo.

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