Menu
Cerca

Traffico di rifiuti napoletani per 10 milioni, arrestato imprenditore della Bassa

Gestivano abusivamente migliaia di tonnellate di rifiuti provenienti da Napoli. Inquinamento per noi, 10 milioni di euro di ricavi per loro

Traffico di rifiuti napoletani per 10 milioni, arrestato imprenditore della Bassa
Cronaca 11 Luglio 2017 ore 13:36

Gestivano abusivamente migliaia di tonnellate di rifiuti provenienti da Napoli, che venivano bruciate senza essere trattate. Inquinamento per noi, 10 milioni di euro di ricavi per loro. Arrestato imprenditore di Torre Pallavicina.

Noe di Milano in azione

Dalle prime ore di questa mattina, a conclusione di una articolata e complessa attività d’indagine svolta dai Carabinieri del Noe. di Milano e coordinata dalla Procura della  Dda di Brescia, i carabinieri del Gruppo per la Tutela dell’Ambiente di Milano con la collaborazione delle stazioni locali hanno arrestato due persone, tra cui Paolo Bonacina, 46enne amministratore unico della B&B di Torre Pallavicina. Insieme a lui è finito ai domiciliari anche G.E., 60enne capo impianto della società “ARAL s.p.a” di Castelceriolo (partecipata al 100% dalla Provincia di Alessandria),   mentre D.S., 63enne broker della società “Ecosavona spa” è stato colpito dal divieto  temporaneo totale di esercitare uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese per 12 mesi.

Centomila tonnellate di rifiuti napoletani in Lombardia

 Secondo il Gip, i tre erano membri di un'articolata joint venture tra aziende private e pubbliche, che di fatto hanno invertito il senso della rotta illegale dei rifiuti, portando a smaltimento in Lombardia e Piemonte circa 100mila tonnellate di ecoballe provenienti dalla Campania.   

Tutto è cominciato da un incendio a Brescia

L’indagine ha avuto avvio nell’ottobre del 2014 in seguito all’incendio sviluppatosi all’interno del capannone  di una società di Rezzato. L’intervento dei Carabinieri dei Noe  di Brescia e Milano e l’analisi delle prime risultanze investigative avevano fin da subito fatto emergere come, all’interno dell’impianto andato a fuoco, fossero state illecitamente messe in riserva oltre 1000 tonnellate di rifiuti solidi urbani provenienti da impianti campani in totale difformità con l’autorizzazione posseduta.

Intercettazioni e video del Noe

I successivi accertamenti delegati dalla Procura di Brescia e sviluppati dai militari del Noe  di Milano, anche con l’ausilio tecnico delle intercettazioni telefoniche e di videoriprese sugli impianti di trattamento, hanno evidenziato  l’esistenza di una struttura organizzata e ormai ben rodata, costituita da più soggetti operanti nel settore dei rifiuti che, sfruttando le proprie potenzialità imprenditoriali, erano dediti allo smaltimento illecito di ingenti quantitativi di rifiuti speciali provenienti principalmente (ma non esclusivamente) dagli stabilimenti di tritovagliatura e imballaggio rifiuti urbani (in breve STIR) di Giugliano in Campania e Tufino, gestiti dalla società “S.A.P.NA spa” (Sistema Ambiente Provincia di Napoli).

Il traffico illecito

Sono almeno 26 le persone coinvolte a vario titolo nell'operazione. Gli indagati ritiravano ingenti quantità di rifiuti speciali non pericolosi prodotti dal trattamento meccanico (frazione secca ed umida tritovagliata ed imballata) provenienti da Napoli, ma anche da Roma e La Spezia. Attraverso fittizie operazioni di recupero e trattamento (consistenti nella mancata tritovagliatura della frazione secca e nella omessa stabilizzazione – per 21 giorni – della frazione umida) i rifiuti venivano successivamente portati a smaltimento, con la complicità di alcuni soggetti interni alle aziende stesse.

Dopo il "trattamento",  si passava al termovalorizzatore

Erano utilizzati termoutilizzatori delle società “A2A AMBIENTE spa” di Brescia, “LOMELLINA ENERGIA srl” di Parona Lomellina (PV), “ARAL spa” di Castelceriolo (AL) ed “ECOSAVONA srl” di Vado Ligure (SV). Il trasferimento dei rifiuti avveniva su autotreni intestati a tre società di trasporto conniventi (“RESSIA AUTOTRASPORTI & C.” di Alessandria, “AUTOTRASPORTI LUTEROTTI s.r.l.” di Brescia ed “EUROIMPRESA s.r.l.” di Novi Ligure), colpite dal provvedimento di sequestro preventivo.

 Inquinamento a go-go e guadagni per 10 milioni di euro

Le operazioni hanno avuto conseguenze sia in termini di inquinamento vero e proprio - poiché negli impianti di smaltimento sono giunti rifiuti non trattati a norma di legge - che di inquinamento dei circuiti economici legali. Il mancato trattamento dei rifiuti ha consentito, in sede di gara d’appalto, di avanzare offerte con ribassi d’asta difficilmente sostenibili per le aziende “sane”.  Così gli indagati hanno potuto realizzare un ingiusto profitto quantificabile in circa 10 milioni di euro. 

Sequestrato il capitale sociale

Si è proceduto inoltre al sequestro del capitale sociale delle società di trattamento rifiuti “B&B srl” di Torre Pallavicina (BG), “BPS srl di Abbadia Lariana” (LC) e “CRYSTAL AMBIENTE srl” di Brescia e di circa 80 automezzi utilizzati per il trasporto e movimentazione dei rifiuti, per un valore stimato superiore ai  sei milioni. Venti i decreti di perquisizione locale che hanno consentito il rinvenimento di copioso materiale documentale, ora al vaglio degli inquirenti.  Gli arrestati, al termine delle formalità di rito, sono stati portati nelle proprie abitazioni a disposizione dell’autorità giudiziaria con il divieto di comunicare con l'esterno.