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La pillola che non va giù

Abbiamo provato ad acquistare la pillola del giorno dopo nelle nostre farmacie. Nella Bassa c'è chi si appella all'obiezione di coscienza

La pillola che non va giù
Cronaca 13 Ottobre 2017 ore 18:33

“Buongiorno, vorrei acquistare la pillola del giorno dopo, è possibile?” Lo abbiamo chiesto ad alcune farmacie del territorio: volete sapere come è andata?

Norlevo ed Ella One

Si chiamano «Ella One» e «Norlevo». Sono due contraccettivi d’emergenza a base, rispettivamente, di Ulipristal acetato e di Levonorgestrel. Sono le famose «pillole del giorno dopo» che consentono alle donne di tutelarsi da gravidanze indesiderate senza recarsi in ospedale né dal medico. La prima, Ella One, è efficace fino a 5 giorni dopo il rapporto a rischio, la seconda, Norlevo, va invece assunta entro le prime 24-48 ore per avere effetto. Rispettivamente dal 9 maggio del 2015 e dal 4 marzo 2016 i due farmaci sono stati messi in libera vendita dall’Aifa, l’agenzia italiana del farmaco, senza obbligo di prescrizione. E’ sufficiente essere maggiorenni e recarsi in farmacia per evitare una gravidanza.

Nessun obiezione

Abbiamo provato ad acquistare la Norlevo in alcune farmacie e la situazione, va detto, non è affatto male: in quasi tutte le occasioni la pillola ci è stata fornita senza problemi chiedendo, però, il documento di identità per verificare la maggiore età. Alcuni, invece, non hanno nemmeno appurato la nostra età. In compenso qualche farmacista ha fatto più del dovuto dandoci anche qualche consiglio per la corretta assunzione.

C’è chi dice no

Ma c’è chi dice no. Soltanto alla comunale di Verdello si sono rifiutati di fornire il farmaco adducendo la scusa dell’obiezione di coscienza. Obiezione che, però, non è contemplata dalla legge. Almeno non fino a ora. Innanzitutto perché, secondo quanto chiarito anche dalla Smic (la società medica italiana per la contraccezione), «Norlevo» e «Ella One» non sono farmaci abortivi ma contraccettivi. In parole povere se la fecondazione c’è già stata la gravidanza va avanti comunque, e il feto non viene danneggiato dall’assunzione del farmaco.

Non esiste l’obiezione di coscienza

In secondo luogo perché non esiste una normativa ad hoc per i farmacisti. C’è una proposta di legge, presentata l’anno scorso dal presidente del «Movimento per la vita» Luigi Gigli e dal centrista Mario Sberna. La proposta di legge inizia con una citazione dall’enciclica «Evangelium Vitae» di Giovanni Paolo II e prevede per i farmacisti «Il diritto di rifiutarsi di consegnare a chi glielo chiede, anche esibendo la relativa prescrizione medica, qualsiasi dispositivo, medicinale o sostanza che il professionista giudichi, in scienza e in coscienza, atto a produrre effetti anche potenzialmente abortivi».

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