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Parla il controllore: “Né offese, né minacce. Solo un malinteso”

Dopo l'accusa di settimana scorsa a fornire la versione ufficiale dei fatti ci ha pensato il controllore stesso

Parla il controllore: “Né offese, né minacce. Solo un malinteso”
Cronaca 06 Ottobre 2017 ore 13:10

«Non ho intimato nessuno di scendere. Non mi permetterei mai». A parlare è il controllore della Zani Viaggi, additato settimana scorso per aver detto ad una ragazzina disabile di scendere dall’autobus poiché sprovvista di biglietto.

La versione del controllore

In realtà, la storia così come è stata riportata dalla ragazza alla madre non sarebbe secodo lui veritiera. «Quel giorno la ragazzina è salita accompagnata da una signora – ha raccontato il controllore – l’ho vista timbrare un biglietto. Allora mi sono avvicinato per spiegarle che avrebbe fatto bene a procurarsi la tessera “Ivol”, così da poter usufruire del servizio praticamente gratuitamente». Né minacce, né multe, né intimidazioni. Un semplice suggerimento che qualsiasi controllore avrebbe dato. Oltretutto per agevolare l’utente.

Un malinteso

«Mai mi permetterei di dire a qualcuno di scendere dall’autobus. Perché non è nelle mie facoltà, né intenzioni – ha aggiunto il controllore – il mio unico compito è attestare che il viaggiatore abbia il biglietto. Anzi secondo i doveri di un controllore avrei dovuto verbalizzare il fatto che la ragazza fosse sprovvista di tessera. Cosa che non ho fatto. Mi spiace molto per l’accaduto. Anche io ho quattro figli. Conosco le dinamiche dei primi giorni di scuola quando si prende l’autobus. Temo che la 14enne abbia capito male le mie parole. E se anche involontariamente si è sentita in difficoltà me ne dispiaccio, sebbene mi sia comportato correttamente e assolutamente senza alcun tono aggressivo».

La posizione della Zani Viaggi

«La ragazza aveva timbrato il biglietto prima di salire a bordo – ha spiegato Marilena Zani, responsabile di Zani Viaggi – questo presuppone che non avesse la tessera Ivol Agevolata. Tale tessera dà possibilità di viaggiare in regione Lombardia senza ulteriori documenti. Comunque per regolarità di viaggio deve essere in possesso di un tesserino di riconoscimento rilasciato dalla scrivente. E di ciò ne era sprovvista. Il controllore, persona estremamente educata e rispettosa, ha semplicemente ricordato alla ragazza della necessità di avere con sé il tesserino di riconoscimento».

Nessun sopruso

«Nessuna minaccia di essere lasciata a piedi, nessun genere di sopruso – ha continuato Zani – Questo può essere confermato anche da altre persone a bordo del bus, tant’è che non è stata emessa nessuna sanzione per irregolarità nei documenti di viaggio. Alla telefonata fatta dalla madre della ragazza in azienda, chi ha risposto ha semplicemente detto che se effettivamente era successo quanto da lei sostenuto se ne scusava in prima persona, non ha mai detto di non sapere chi fosse il controllore, avendo un solo controllore in azienda è difficile non conoscerlo. Ci sembra probabile che la ragazza, probabilmente inesperta, abbia riferito non correttamente quanto avvenuto e la madre abbia reagito in maniera eccessiva, senza verificare effettivamente come fossero andati i fatti».