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“Io, le barriere e le istituzioni sorde”

Massimo Gargioni, 50 anni di Camisano, grida la sua rabbia contro chi non ascolta i suoi appelli : "Questo è il mio paese ed è una vergogna"

“Io, le barriere e le istituzioni sorde”
Cronaca 05 Ottobre 2017 ore 21:50
Massimo Gargioni,50 anni

Da quando ha iniziato «questa vita», come la chiama lui, combatte quotidianamente contro le barriere architettoniche e contro le istituzioni che non ascoltano i suoi appelli. A parlare è Massimo Gargioni, 50 anni, nato e cresciuto a Camisano, dove per tutti è «Mino». La sua vita è cambiata radicalmente nel 2011 quando, dopo un intervento chirurgico a un’ernia alla spina dorsale le sue gambe non hanno più funzionato ed è rimasto inchiodato a una carrozzina. «Avevo una vita normale, lavoravo come operaio, avevo la patente e andavo dove volevo – ha raccontato amaro – Poi un giorno è accaduto tutto ciò e ho cominciato questa vita».

 

 

L’ingresso alla banca di Camisano

Un paese pieno di difficoltà

All’inizio è stato difficile, Massimo non usciva più di casa, chiuso in se stesso, poi, quattro anni fa, la svolta. «A un certo punto ho capito che dovevo fare qualcosa, andare ancora in giro come facevo un tempo e ricominciare a frequentare il paese – ha continuato – Ma è stato a quel punto che mi sono scontrato con le barriere architettoniche: quelle che non avevo mai notato perché avevo le gambe».  Marciapiedi, gradini, luoghi dove la sua carrozzina fatica a passare, impedendogli di vivere la sua nuova quotidianità.  «Per farmi entrare in Posta, nell’ambulatorio medico e nell’Ufficio tecnico hanno provveduto a installare la pedana – ha spiegato – Ma in altri posti che frequento trovo molte difficoltà». Si tratta dei servizi igienici del bar di via Trieste ma anche dell’oratorio del paese.

 

Solo muri di gomma

I servizi igienici del bar di via Trieste

Il camisanese ha quindi sollevato il problema, rivolgendosi sia al parroco don Ernesto Mariconti e anche in Comune ma ha ricevuto solo risposte evasive. «Ho quindi chiesto all’Asl e mi hanno assicurato che faranno un sopralluogo – ha aggiunto  Massimo – Non mi dò per vinto e andrò fino in fondo contro queste barriere». Secondo la legge, infatti, i servizi igienici anche di locali privati a uso pubblico devono avere porte apribili verso l’esterno, lasciando lo spazio necessario alla carrozzina, e un wc con tazza, oltre al corrimano e al campanello d’allarme. Il 50enne si è anche tolto qualche sassolino dalle scarpe, puntando il dito contro chi «si dice contro le barriere archittettoniche e si fa mettere sul giornale ma poi non vede queste cose».

 

Leggi l’intervista completa sul numero di “INCremascoweek” in edicola da oggi, venerdì 6 ottobre, oppure in versione digitale.