“L’automobilista che non si è fermato potrebbe aiutarci”

Parla Roberto Rossi, papà di Tommaso, il 15enne di Pianengo morto lo scorso 30 agosto in un terribile incidente stradale: "Non cerco colpevoli ma chiarezza"

“L’automobilista che non si è fermato potrebbe aiutarci”
05 Ottobre 2017 ore 20:45

Un dolore dilaniante, tante domande fra cui una ricorrente: cosa è realmente accaduto il 30 agosto alle 16.12. A domandarselo è Roberto Rossi, papà di Tommaso, per tutti Tommi, il 15enne di Pianengo tragicamente scomparso un mese fa in un terribile scontro lungo via Roma. Non cerca colpevoli, papà Roberto, ma chiede solo aiuto per fare chiarezza, per mettere insieme i tasselli di quel terribile giorno.

L’incidente

L’incidente stradale in cui ha perso la vita Tommaso Rossi, 15 anni, di Pianengo

Mercoledì 30 agosto intorno alle 16 Tommi esce di casa per recarsi a Crema. Sale in sella alla sua motocicletta e si immette in via Roma. Una strada percorsa tante volte, quel giorno per andare a comprare le nuove scarpe da calcio, la sua passione. Dalle ricostruzioni e dalle testimonianze di alcuni presenti, il giovane, giunto all’altezza della piazza della pesa, ha azzardato un sorpasso.  Per cause ancora sconosciute il giovanissimo centauro non è riuscito a rientrare ed è andato violentemente a sbattere contro il cofano di un furgoncino, che proveniva dal senso opposto di marcia. Tommi è finito sull’asfalto, perdendo addirittura il casco e sbattendo il capo a terra. Un trauma che non gli ha lasciato scampo. «E’ stato impossibile evitarlo – aveva raccontato il conducente del furgone – Non ci siamo nemmeno accorti che ci è piombato addosso».

 

Qualcuno non si è fermato

Roberto Rossi, papà di Tommaso

Ma cosa è accaduto esattamente quel giorno? Perchè Tommi è rimasto sulla corsia opposta? Perchè quello che poteva essere un testimone non si è fermato e non ha fatto sapere nulla nemmeno in un secondo momento? «E’ questa la domanda a cui non riesco a dare risposta – ha raccontato papà Roberto – Non sono alla ricerca di qualche colpevole ma di risposte, di qualche elemento che mi permetta di comprendere meglio come siano andate davvero le cose». Dalle registrazioni acquisite da alcune telecamere della zona, infatti, si può vedere una grossa auto nera proprio nelle vicinanze del ragazzo, auto che, però, non si è fermata e non ha testimoniato. Per la Polizia stradale, però, non ci sarebbe bisogno di proseguire con le indagini ma papà Roberto non si dà per vinto.

 

 

Leggi l’intervista completa sul numero di “INCremascoweek” da oggi, venerdì 6 ottobre, in edicola oppure in edizione online.

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