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La comunità islamica compra un capannone per la musalla ma la Giunta non concede la variante

Se ne parlava già da mesi ma la conferma è arrivata proprio nelle scorse ore

La comunità islamica compra un capannone per la musalla ma la Giunta non concede la variante
Cronaca 14 Settembre 2017 ore 16:01

L’amministrazione Bonaldi nega il cambio di destinazione d’uso di un capannone per la costruzione di una musalla. Passate le elezioni si torna a parlare del luogo di culto islamico.
Come avevate potuto leggere sulle pagine del settimanale “INCremascoweek” solo cinque mesi fa, il Centro islamico cremasco ha acquistato un capannone per la costruzione di una musalla e ha atteso il momento di presentare la richiesta del cambio di destinazione d’uso in municipio.

Servono i permessi

Si tratta di una struttura situata a Ombriano e i musulmani cremaschi, i quali non sono rimasti con le mani in mano mentre i politici della città stavano ancora dibattendo in campagna elettorale riguardo la questione della moschea, vorrebbero realizzarci una musalla ovvero l’equivalente di un oratorio, dove poter pregare e svolgere attività culturali.
La realizzazione di un luogo di culto all’interno di un capannone industriale, però, deve essere subordinata a una variante al Pgt, modifica che l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Stefania Bonaldi non ha concesso. « Con l’assessore alla pianificazione territoriale Matteo Piloni ho ricevuto nei giorni scorsi un referente della comunità islamica di Crema, il quale ha comunicato l’acquisto, da parte di persona vicina alla comunità, di un capannone industriale a Ombriano. Il nostro orientamento circa l’esercizio del diritto di culto da parte dei fedeli di qualsiasi religione, anche quella islamica, resta immutato, cioè ognuno ha diritto di pregare il proprio dio, tuttavia tale diritto va conciliato con le esigenze complessive dell’intera comunità e le regole che essa si è data, anche quelle di tipo urbanistico recentemente assunte. A nessuno è dato di violarle o di chiedere di derogarvi. Non vi sarà pertanto alcun avallo, formale o informale, all’utilizzo dell’immobile acquistato per attività di culto, mancando sia il presupposto urbanistico che una volontà di futura regolarizzazione».

Lega Nord: “Qualcuno ha fatto promesse?”

«Dopo le dichiarazioni che abbiamo letto però, le perplessità aumentano – ha commentato Andrea Agazzi, esponente del carroccio in Consiglio comunale – La comunità islamica ha speso qualche centinaia di migliaia di euro per acquistare un capannone, senza sapere che per poterlo utilizzare come moschea è necessario un cambio di destinazione d’uso? Hanno investito un bel po’ di soldi completamente al buio e senza nessuna garanzia di poterlo poi effettivamente utilizzare per i loro scopi? Noi non possiamo accusare nessuno di aver fatto promesse perché non abbiamo prove, ma i casi sono due: o la comunità islamica non ha alcun rispetto per le regole amministrative ed allora le Forze dell’ordine dovranno vigilare affinchè non si ripetano eventuali casi di abusivismo come in altre città, oppure è evidente che la comunità islamica si aspettasse una qualche facilitazione nel percorso di variante d’uso dell’immobile ed in questo caso la responsabilità è di chi, negli anni precedenti, ha costruito un clima da “tappeto rosso” verso la comunità islamica locale.

 

Leggi di più sul numero di INCremascoweek da domani, venerdì 15 settembre, in edicola e in edizione online.

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