Arriva il circo e scoppia la polemica: “Boicottiamolo”

Di scena ci saranno anche quattro leonesse e due tigri, nella città del Regolamento per i diritti degli animali

Arriva il circo e scoppia la polemica: “Boicottiamolo”
Cronaca 20 Agosto 2017 ore 21:07

A Bergamo arriva il circo (con animali) e la Lav invita al boicottaggio.

Animali in scena, scoppia la bagarre

Non sono passate 48 ore dalla presentazione del Circo di Mosca, che tra il 25 agosto e il 24 settembre sarà di stanza a Bergamo (zona Fiera, via Lunga), e  già è polemica. Protagonisti, ovviamente, non tanto gli artisti bipedi della squadra di David Orfei, che metteranno in scena lo spettacolo “La Favola Siamo Noi”, ma gli artisti a quattro zampe. Saranno gli special guest, inutile negarlo. Accanto a trapezisti, clown e verticalisti ci saranno infatti anche quattro leonesse, tra cui una leonessa bianca, una tigre del Bengala e, spiegano dal circo, una “tigre rosa”. Non mancheranno poi caprette, oche, furetti, armadilli, orsetti lavatori ed ancora canguri, lama, dromedari e pappagalli. Quanto basta per accendere la miccia della protesta animalista.

Un mese fa approvato il Regolamento per i diritti degli animali

A scendere in campo è la Lega Antivivisezione di Bergamo, che non ha esitato a chiedere ai cittadini di boicottare lo spettacolo. Tantopiù in una città come Bergamo, nella quale l’Amministrazione di Giorgio Gori solo un mesetto fa aveva approvato all’unanimità in Consiglio comunale il primo Regolamento per il benessere e la tutela degli animali. Un documento “pionieristico”, passato alla cronaca per aver vietato tra le altre cose l’utilizzo dei celebri pesciolini rossi come premio durante le fiere. Ma che non può vietare del tutto l’attendamento in città di circhi e spettacoli viaggianti con animali. L’unica conquista, è stato vincolarli al rispetto di stringenti norme elaborate dalla commissione scientifica Cites, istituita dal Ministero, che prevede per ogni specie in cattività precise regole per il mantenimento e la custodia.

Uno spettacolo “pericoloso”

“E’ emersa chiara in Consiglio la posizione di tutti schieramenti: in attesa di una legge nazionale che vieti finalmente l’utilizzo degli animali nei circhi, i circensi si devono attenere al documento più vincolante e restrittivo in materia; obiettivo: disincentivare gli spettacoli che contemplano l’utilizzo di animali” spiega Lav. “Se politica e movimenti animalisti (e, non da meno, il 71,4% degli italiani – rapporto Eurispes 2016) sono concordi nel bocciare l’esibizione di animali negli spettacoli itineranti per ragioni etiche, una cordata di 700 psicologi, capitanata dalla dottoressa Annamaria Manzoni, denuncia la pericolosità del modello di prigionia e subordinazione degli animali agli occhi dei bambini, in una fase della loro crescita in cui potrebbero disconoscere i messaggi di sofferenza e non sviluppare l’empatia verso chi è “diverso”, umani e non umani”.

“Non foraggiamo queste realtà”

Continua la Lav: “Non andiamo al circo con animali, non foraggiamo queste realtà: non abbiamo bisogno dei circhi per mostrare la bellezza di altre forme di vita ai nostri bambini; quelle che vi vengono proposte sono scene di inibizione, coercizione e subordinazione. Gli animali nei circhi sono esseri viventi mortificati e spogliati della propria dignità, asserviti come sono a numeri circensi che nulla hanno a che fare con i comportamenti che assumerebbero in natura. Quella che mostrano ai bambini è una realtà distorta, natura umiliata, foriera di esempi negativi che in futuro potrebbero essere emulati verso i soggetti amati e che si vorrebbe possedere”.

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