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Telecamere nelle case di riposo, arrivano i contributi regionali

La Lombardia è la prima regione ad adottare il provvedimento per evitare episodi di violenza all'interno delle strutture protette

Cronaca 01 Agosto 2017 ore 15:24

Telecamere di videosorveglianza nelle case di riposo e nelle strutture per disabili: parere favorevole in Commissione Sanità al regolamento. Stanziati 1 milione e 400mila euro: per ogni struttura contributi fino a 15mila euro.

Tutela dei più deboli

Quando si parla di anziani e disabili (così come per i minori) l’attenzione non è mai troppa. Soprattutto quando la cronaca ci riporta troppo spesso episodi di violenza consumati tra le mura di quelle strutture che dovrebbero garantire sicurezza e perpetrate da quelle mani che avevano promesso di curare e accudire. Da qui l’inizio del percorso per arrivare a concedere l’installazione di telecamere all’interno di strutture come case di riposo o centri per le persone diversamente abili. Nei giorni scorsi è arrivato il parere favorevole al regolamento per l’assegnazione di contributi regionali per l’installazione di telecamere di videosorveglianza con l’obiettivo di prevenire furti e maltrattamenti.

Garantire la sicurezza

Lo ha espresso oggi a maggioranza la Commissione “Sanità e assistenza” presieduta da Fabio Rolfi (Lega Nord), introducendo rispetto al testo della Giunta alcune modifiche suggerite dalla relatrice Elisabetta Fatuzzo (Pensionati).
Il provvedimento prende spunto dalla necessità di contrastare gli episodi a danno delle persone ospitate nelle Residenze Sanitarie Assistenziali lombarde, sempre più frequenti negli ultimi mesi e puntualmente denunciati alle autorità giudiziarie. “Vogliamo garantire la sicurezza dei nostri anziani e disabili, vittime troppo spesso di maltrattamenti e abusi all’interno delle strutture: con questo provvedimento diamo attuazione concreta alla volontà di tutelare meglio gli ospiti di queste strutture e diamo maggiori rassicurazioni anche ai loro familiari”, ha detto la relatrice Fatuzzo, precisando come “grazie a uno stanziamento complessivo di 1 milione e 400mila euro la legge rappresenta un importante incentivo all’installazione ed è allo studio la possibilità di rendere in futuro obbligatorie le telecamere anche negli asili, nei nidi e nelle scuole”.

Contributi anche per la Provincia di Bergamo

Questo il budget di cui potranno disporre le Aziende per la Tutela della Salute (ATS): 131.738 euro per Bergamo. Le domande potranno essere presentate all’ATS territorialmente competente dalle Residenze Sanitarie Assistenziali e dalle Strutture residenziali e semiresidenziali per disabili pubbliche, e da quelle private accreditate al 31 dicembre 2016. Le singole ATS dovranno poi fornire regolare rendicontazione delle spese sostenute. L’importo massimo erogabile per ciascuna struttura indicato dalla Commissione è di 15mila euro e comunque non potrà superare il 70% della spesa complessiva.

La privacy sarà tutelata

A tutela della privacy, le immagini raccolte saranno criptate e l’accesso alle registrazioni sarà possibile solo su autorizzazione dell’Autorità giudiziaria in caso di avviso e notizia di reato. L’installazione delle telecamere non è obbligatoria e potranno essere posizionate solo nelle cosiddette aree comuni (esterno, corridoi, sale d’attesa, etc…).
L’elenco delle Residenze Sanitarie Assistenziali che si doteranno di sistemi di videosorveglianza sarà pubblicato con evidenza sul sito della Giunta regionale. “La Lombardia è la prima regione in Italia ad approvare un provvedimento sulla videosorveglianza nelle case di riposo e nelle strutture per disabili, con il chiaro intento di garantire la qualità e la sicurezza dell’assistenza – ha sottolineato il presidente della Commissione Fabio Rolfi (Lega Nord) – Le risorse messe a disposizione vogliono essere un incentivo a tutelare sempre di più non solo i pazienti, ma anche i lavoratori in servizio presso queste strutture”.

I numeri

In Lombardia attualmente sono presenti 678 Residenze Sanitarie Assistenziali per complessivi 57.853 posti letto a contratto (quelli per cui la Regione compartecipa al pagamento della retta): il costo medio regionale della retta giornaliera è pari a 56,18 euro, con un costo minimo medio di 48,93 euro nelle RSA della provincia di Brescia e un costo massimo di 65,67 euro in quelle della provincia di Monza e Brianza. L’incidenza maggiore di denunce per furti e maltrattamenti subiti dagli ospiti delle RSA lombarde si riscontra a Milano e nella cintura metropolitana, dove al 31 dicembre 2016 risultavano ricoverate 17.043 persone.

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